Felicità nell'arte della parola
euros

Gli scenari futuri per l’accesso al credito, l’impatto sul sistema economico

Presidente Masera, fare credito alla luce degli accordi di Basilea 2. Limitazione o risorsa strategica?
È riduttivo interpretare Basilea 2 come un mero vincolo normativo, una limitazione connessa al semplice adempimento regolamentare. L’attuazione della nuova normativa all’interno delle organizzazioni bancarie sarà un processo estremamente impegnativo e complesso, sicuramente “costoso”, soprattutto per le banche, come Sanpaolo IMI, che intendono adottare gli approcci più avanzati. È stato stimato che tutti gli investimenti, diretti ed indiretti, necessari nel caso estremo in cui l’intera industria bancaria internazionale adotti Basilea 2 potrebbero ammontare a circa 180 miliardi di dollari. Una recente analisi, più realistica, condotta sui 20 più importanti gruppi bancari europei ha quantificato i costi complessivi, che ogni gruppo bancario dovrà sostenere nei prossimi 5 anni, in un intervallo compreso fra i 50 ed i 250 milioni a seconda del tipo di approccio regolamentare adottato. Difficilmente tali costi fissi di implementazione potranno essere compensati da eventuali rilasci di capitale regolamentare. Le banche xxx dunque un costo patrimoniale netto nel primo periodo della fase attuativa del Nuovo Accordo.
È necessario cogliere e valorizzare tutte le opportunità strategiche e di business che si aprono con Basilea 2. Solo in questo modo sarà possibile addivenire ad un giusto equilibrio fra “costi” e benefici, trasformando quella che a prima vista potrebbe apparire una “limitazione regolamentare” in una risorsa strategica. Benché alcuni aspetti del nuovo schema regolamentare restino ancora da affinare, il nuovo impianto proposto dal Comitato di Basilea è fondato su valori di cui l’industria bancaria ha forte bisogno. Si tratta di principi – o best practices per usare le parole del Comitato – a cui il sistema bancario aspira già da tempo. Basilea 2 si pone dunque nell’attuale scenario competitivo come una occasione per migliorare in tempi relativamente rapidi produttività, efficienza e trasparenza dell’industria bancaria.

È concorde con il Ministro Tremonti quando dice che la parte tecnica dei lavori di Basilea 2 si è conclusa e bisogna aprire lo spazio per la negoziazione politica?
Gli impatti di Basilea 2 saranno pervasivi, sia all’interno delle aziende di credito, sulle organizzazioni, i processi, la corporate governance, sia all’esterno, nei confronti del vasto bacino di clientela dei servizi bancari, sui rapporti fra banche ed imprese. Tali impatti avranno valenza macroeconomica di grande spessore. Pertanto la legittimazione e l’avallo democratico delle proposte del Comitato di Basilea sono una condizione imprescindibile per avviare con successo la fase attuativa. In primo luogo, la regolamentazione bancaria dovrà essere recepita dalla legislazione europea attraverso la nuova direttiva sulla adeguatezza patrimoniale – la CAD III – tuttora oggetto di discussione e confronto fra Commissione Europea, Parlamento e industria bancaria. A sua volta la direttiva europea dovrà essere declinata in regolamentazione bancaria dalle autorità di vigilanza nei diversi paesi membri e commutata in legislazione nazionale dagli organi parlamentari. Tali passaggi obbligati sono necessari per garantire, sia sul campo europeo sia su quello nazionale: convergenza di intenti, condivisione delle soluzioni normative, perseguibilità degli obbiettivi regolamentari. Il Ministro Tremonti individua giustamente in questi passaggi il ruolo fondamentale e necessario giocato dalla negoziazione politica e dalla legittimazione democratica delle regole proposte dal Comitato di Basilea.
Occorre altresì ricordare che a livello di confronto su aspetti tecnici, il Comitato di Basilea ha spesso recepito le controproposte formulate da operatori economici e finanziari che, grazie all’attivazione di un ampio processo di consultazione, hanno potuto dar voce alle proprie istanze ed argomentazioni per addivenire ad una formulazione del testo regolamentare che fosse il più possibile condivisa anche dall’industria finanziaria. La pubblicazione della versione definitiva del Nuovo Accordo è stata posticipata a giugno 2004, lasciando ancora una ampia finestra di tempo per il prosieguo del confronto con i regulators. Il Comitato di Basilea, a seguito degli incontri a Madrid del 9 e 10 ottobre 2003, ha infatti lanciato un nuovo round di consultazioni, accettando di rivedere alcuni punti tecnici di grande rilievo. Su questi stiamo attivamente lavorando per favorire il miglioramento dell’impianto di Basilea 2.

Basilea 2 può creare disparità all’interno del mondo bancario, favorendo magari le banche monoprodotto rispetto a quelle universali, con effetti negativi sulla dinamica competitiva e sulla stabilità degli stessi gruppi?
Questo tipo di preoccupazioni sono fondate. I risultati della simulazione d’impatto, condotta dal Comitato di Basilea su un vasto campione di banche, indicano che in media i requisiti minimi di capitale dovrebbero aumentare, anche se in maniera moderata, nell’approccio standardized, mentre dovrebbero, sempre in media, diminuire per quelle banche che adottano gli approcci basati sui modelli interni di rating. Questo, però, è il risultato medio a livello di sistema bancario internazionale. Quando si va a vedere come le singole banche si posizionano intorno alla media, la dispersione, in termini di un aumento o di una diminuzione degli assorbimenti patrimoniali, computati con le nuove regole di Basilea 2, appare di grande ampiezza. In particolare, negli approcci basati sui modelli interni alcune banche monoprodotto risultano penalizzate mentre altre appaiono fortemente avvantaggiate (segnatamente quelle con un’alta specializzazione e concentrazione di attività sui segmenti retail). D’altro canto, alle banche universali non viene riconosciuto alcun beneficio a fronte della elevata diversificazione delle proprie attività su diversi segmenti di clientela. È evidente che tutto ciò produrrà significative conseguenze sulle dinamiche competitive del settore bancario e sulle scelte di assetto strategico-societario dei vari gruppi.

Condivide le preoccupazioni delle piccole e medie imprese sul rischio che si restringano le maglie del credito?
Sebbene l’atteggiamento regolamentare nei confronti delle PMI sia profondamente cambiato dal gennaio 2001, data del rilascio del primo documento di consultazione di Basilea, le disposizioni regolamentari continuano a suscitare in ambienti imprenditoriali non poca preoccupazione. Diffusa è infatti la paura che sistemi di rating interno applicati alle PMI comportino una sensibile penalizzazione, in termini di un più alto assorbimento patrimoniale, nei confronti del credito verso queste controparti, traducendosi in una riduzione dell’offerta di credito o in un innalzamento delle condizioni di pricing o in una combinazione dei due effetti. Tali preoccupazioni risultano, considerato l’attuale atteggiamento regolamentare nei confronti delle PMI, eccessive. I risultati ufficiali della simulazione d’impatto (QIS 3), resi noti dal Comitato di Basilea il 5 maggio 2003, indicano che le controparti PMI trattate come corporate non vengono penalizzate dalla nuova normativa, mentre le PMI trattate come retail ottengono una sensibile riduzione di assorbimento patrimoniale.
Dai primi risultati di una ricerca Prometeia sull’impatto di Basilea 2 sulle PMI italiane, emerge chiaramente come più di tre quarti di tali realtà produttive beneficerà di minori assorbimenti patrimoniali.
I timori delle piccole e medie imprese sul rischio che si restringano le maglie del credito mi sembrano dunque sproporzionati. L’attuale posizione regolamentare in quest’area potrà, lo auspico, essere ulteriormente affinata. Tuttavia ritengo che, se un sufficiente grado di flessibilità verrà garantito alle varie autorità nazionali di vigilanza (nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà), si potrà addivenire ad una soddisfacente calibrazione del trattamento regolamentare delle PMI, attraverso meccanismi che tengano conto delle specifiche caratteristiche dei vari sistemi bancari nazionali e delle diverse condizioni dei mercati locali. Nel caso italiano sottolineo la rilevanza della mitigazione del rischio attraverso i Confidi.

Se si eviterà di vivere questa fase come un momento critico, ma piuttosto come una rivoluzione che coinvolge tutti, Basilea 2 non potrebbe rappresentare un’opportunità per la modernizzazione del rapporto banche – imprese?
La diffusione dei modelli di rating interno rappresenta un cambiamento di grande portata nel rapporto tra banche ed imprese, intervenendo nel ridefinire i confini dei rispettivi rapporti di relazione informativa ed operativa. Le imprese di migliore qualità creditizia verranno spinte – probabilmente anche dalle stesse banche – ad attingere risorse direttamente sul mercato, migliorando competitività ed efficienza nella raccolta di fondi. Per le imprese di qualità media ed inferiore, il rating diventerà una variabile strategica per regolare il costo e l’efficienza delle proprie scelte di struttura finanziaria e di finanziamento degli investimenti, nonché uno strumento di valutazione delle possibilità di crescita e di diversificazione.
Ciò determinerà verosimilmente una maggiore importanza delle funzioni finanziarie all’interno delle imprese ed una maggiore attenzione alla programmazione delle risorse e dei processi di sviluppo. Si delinea un passaggio fondamentale per le PMI: la funzione finanza diverrà tanto importante quanto quella commerciale, organizzativa, tecnologica. “Fare l’imprenditore” richiederà crescita nelle competenze finanziarie.
Questo è un aspetto importante per favorire il miglioramento organizzativo delle imprese, segnatamente quelle di media dimensione. Forte tensione innovativa e competitiva, accentuate dall’intervenuta impossibilità di sfruttare le svalutazioni competitive per sostenere la concorrenza internazionale, impongono oggi alle imprese un saldo controllo delle fonti di rischio, siano esse di carattere reale o finanziario. Le strategie con cui le imprese affrontano questo ambiente competitivo non possono essere carenti sul piano finanziario. È necessario ricercare la continua coerenza tra struttura delle fonti e obiettivi più generali di crescita, innovazione, dimensionamento competitivo e posizionamento di mercato. La finanza d’impresa assumerà pertanto un ruolo centrale, in particolare quando siano in gioco opportunità di crescita esterne.
Le banche dovranno proporre alle imprese le necessarie azioni per mantenere il rischio sotto controllo e gli strumenti per affrontare i mercati finanziari e per ottimizzare la composizione delle diverse esposizioni a rischio. Accanto al consolidamento dei rapporti di finanziamento tradizionali, le banche dovranno proporre azioni correttive anche attraverso opportuni interventi di venture capital, private equity e di corporate finance.
Questi interventi, se perseguiti con coerenza e trasparenza, rappresentano passi importanti per lo sviluppo e la crescita della PMI italiana, in un contesto di mercato sempre più dimensionato su scala europea e globale.
Laddove l’utilizzo dei modelli si sposerà con più ampi e più trasparenti flussi informativi fra banche ed imprese, attraverso un rapporto di fiducia reciproco consolidato nel tempo, i costi informativi, legati ai problemi di selezione avversa tipici dell’attività creditizia, andranno a ridursi stimolando condizioni di pricing più informate, vantaggiose e trasparenti, basate sulla qualità creditizia e la conoscenza di lungo periodo delle imprese.
In tal senso la possibilità di coniugare radicamento territoriale e consolidati rapporti di fiducia con la clientela (sfruttando i conseguenti vantaggi informativi locali) con valutazioni analitiche avanzate (modelli di rating) rappresenta il nuovo paradigma di operatività delle imprese bancarie che andrà a modellare in modo innovativo i futuri rapporti fra banche ed imprese.

Infine Presidente, vede Basilea 2 come un’occasione per crescere o, per dirla come il Ministro Tremonti, un possibile ostacolo alla ripresa?
Basilea 2 è una occasione di crescita e maturazione per l’industria bancaria italiana. I cambiamenti che essa apporterà sono solo apparentemente “regulation induced”, in realtà la nuova regolamentazione prudenziale coglie e fa propri i più recenti tratti evolutivi dell’industria bancaria, e si inserisce nell’alveo di un più ampio cambiamento dell’industria finanziaria internazionale, legato alle profonde spinte innovative della tecnologia, alle nuove piattaforme gestionali e di misurazione delle performance, al ridisegno delle organizzazioni produttive e al mutamento dei profili competitivi e di mercato.
Tali innovazioni, in primo luogo di natura culturale, incideranno inevitabilmente sui rapporti con la clientela, sul complesso mondo delle imprese, sul mercato, sugli altri operatori finanziari, in un quadro competitivo più ampio ed articolato ispirato a criteri di maggior trasparenza reciproca, eticità e professionalità. Vi sono le condizioni perché vengano superati vecchi equilibri che hanno a lungo condizionato il mercato del credito e del finanziamento d’impresa in Italia. L’auspicio è che il cammino verso forme corrette ed evolute di gestione del rischio di credito venga perseguito con rapidità e rigore, nell’interesse di tutti, e, prima di tutto, nell’interesse della capacità competitiva stessa del paese.
La valutazione complessiva di Basilea 2 rimane dunque positiva anche se non si può sottacere un elemento di criticità. Tale aspetto critico, oggetto di acceso dibattito fra autorità di vigilanza e industria bancaria, a cui il ministro Tremonti credo faccia riferimento, riguarda gli impatti macroeconomici di Basilea 2 derivanti dal rischio di una maggiore sensibilità al ciclo economico dell’attività bancaria indotta proprio dal nuovo quadro regolamentare. Il riconoscimento dei modelli interni di rating per la determinazione dei requisiti minimi di capitale di vigilanza e la maggiore sensibilità al rischio di questi ultimi, rendono il coefficiente di adeguatezza patrimoniale e, in ultima istanza, l’offerta di credito delle imprese bancarie, maggiormente correlate con le fluttuazioni del ciclo economico. Nel momento in cui gli elementi di pro-cicilicità fossero particolarmente forti, la nuova regolamentazione si potrebbe dunque trasformare in un volano di instabilità macroeconomica andando a peggiorare le fasi negative del ciclo economico attraverso fenomeni di “capital e credit crunch”, con effetti di retroazione sull’attività economica stessa.
Occorre ricordare che, in buona misura, l’attività bancaria è intrinsecamente ciclica; e quindi risulta assolutamente naturale attendersi che i requisiti minimi di capitale regolamentare riflettano una certa sensibilità all’andamento del ciclo economico.
Tuttavia, vi è ragione per credere, sulla base delle indicazioni disponibili, che la congiunta adozione del Nuovo Accordo di Basilea e delle nuove modifiche agli IAS, nella formulazione attuale, accentuerà ulteriormente i comportamenti pro-ciclici dell’attività bancaria, incrementando la volatilità di utili e performance.
Il problema della pro-ciclicità infatti non dipende unicamente da Basilea 2. I nuovi principi contabili internazionali (IAS) introducono anch’essi elementi di maggiore sensibilità al ciclo economico negli attivi bancari, i quali, se non pienamente raccordati con i principi di supervisione prudenziale, potrebbero sommarsi e sovrapporsi a questi ultimi, introducendo elementi di pro-ciclicità anche in maniera del tutto indipendente dalla architettura prudenziale di Basilea 2.
Ritengo necessario, e ho portato all’attenzione sia del Comitato di Basilea, sia della Commissione Europea nel corso del processo di consultazione sulla CAD III, l’esigenza di acquisire una più precisa evidenza empirica sugli impatti della normativa prudenziale e di quella contabile di fronte alle oscillazioni del ciclo economico, prima di entrare nella fase di attuazione operativa del Nuovo Accordo.

Isolated open book

Prima edizione della manifestazione “Itinerari d’arte 2004”

Presentata al Centro direzionale Nuovaluce, la prima edizione della manifestazione “Itinerari d’arte 2004” organizzata dalla Provincia Regionale di Catania l’Apt, il Comune di Viagrande e la galleria “Ammuar” di Catania.
Dopo aver trasmesso i saluti del presidente della Provincia, Raffaele Lombardo, a fare gli onori di casa è stato l’assessore provinciale allo Sviluppo economico ed Artigianato, Salvo Pogliese, presenti il sindaco di Viagrande, Venera Cavallaro, gli assessori del Comune etneo Rosario Cristaldi ed Umberto D’Agata e il consigliere Agata Di Mauro, il presidente della VIII commissione consiliare Sviluppo economico, Ottavio Vaccaro e il consigliere porno, Filippo Gagliano; e ancora, i titolari della galleria “Ammuar” Concita Di Bella e Attilio Tosto, e alcuni degli artisti che prenderanno parte alla manifestazione: lo stilista Marco Strano, il maestro d’arte Nino Raciti e la scrittrice Matilde Scandurra Marcovic.

“Itinerari d’arte 2004” sarà ospitata nella villa comunale di Viagrande nelle prossime domeniche 16, 23 e 30 maggio e del 6 e 13 giugno, con orario di apertura continuato 9,00 – 20,30.

“Riuscire a valorizzare le arti ed i mestieri del nostro territorio – ha detto l’assessore Pogliese – significa innanzitutto valorizzare l’identità stessa del popolo siciliano e catanese in particolare. Itinerari d’arte è senza dubbio una manifestazione originale e lungimirante, che offrirà per cinque domeniche di primavera un programma articolato e variegato.”
“Non si tratta della classica fiera espositiva, ma della idea originale di conciliare l’arrivo della primavera, del sole, del bel tempo con l’arte, l’artigianato e la cultura” gli ha fatto eco l’assessore Cristaldi.
La kermesse si rivolge ed ospita direttamente gli artisti e gli artigiani del territorio etneo. È un percorso ragionato che già nell’allestimento guida i visitatori attraverso aree tematiche che unificano intorno ad un’idea i vari artisti presenti. La manifestazione è l’unica mostra che spazia anche in settori propri dell’arte applicata con la presenza di artisti-artigiani della ceramica, del ferro, del vetro. Attraverso il proprio lavoro concettuale e manuale, l’uomo riesce a comunicare agli altri, a tramandare l’attimo, lo spirito del momento, della creazione.
Per il sindaco del Comune etneo, Venera Cavallaro, si tratta di “una serie di appuntamenti con l’alto artigianato artistico, comparto che da sempre nella cittadina di Viagrande rappresenta la prima fonte di economia e di mercato.”

Il territorio di Viagrande, per la storia, per l’arte e per il clima che lo contraddistingue, sarà certamente lo scenario adatto ad una simile manifestazione, dove l’arte e l’artigianato verranno intesi come mezzo di recupero e di valorizzazione dell’intera provincia etnea.
Infine, la titolare della galleria “Ammuar” Concita Di Bella ha presentato alla stampa gli artisti che intratterranno nelle prossime cinque domeniche il pubblico ed i visitatori. “Le domeniche – ha ricordato Di Bella – andranno in onda in diretta su Radio Smile, emittente radiofonica locale, e prevedono al loro interno esposizioni di moda, di arte, concorsi culinari e di eleganza, diffusione e raccolta di ricette tradizionali popolari, oltre a momenti di solidarietà, con l’iniziativa “10 metri di lunghezza”, una tela di 10 metri che sarà dipinta dagli studenti del liceo classico e che sarà venduta al pubblico ed il cui ricavato andrà in beneficenza.”
La manifestazione sarà anche caratterizzata dalla musica e dal divertimento. La villa comunale avrà un particolarissimo allestimento scenografico che abbellirà il percorso espositivo della mostra-mercato.