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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di P.F.M. -del 20/11/2009 alle 12:14:07, catalogato in canto e liturgia, letto 519 volte.
Domenica 22 Novembre 2009
Di P.F.M. -del 29/03/2009 alle 17:15:56, catalogato in canto e liturgia, letto 322 volte.
Comune di FirenzeConsiglio di Quartiere 1
Commissione cultura
Presenta
Cappella Musicale Fiorentina
Domenica 5 aprile 2009 ore 17.00
Chiesa di Santa Felicita al ponte vecchio
Piazza S. Felicita n°3 - Firenze
Prima parte
FRANZ LISZT
Raiding 1811 – Bayeruth 1886
VIA CRUCIS
La Via Crucis ( dal latino Via della Croce, anche detta Via Dolorosa)
è un rito Cristiano con cui si ricostruisce e commemora il percorso
doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota
Seconda parte
JOHANNES BRAHMS
Amburgo 1833 - Vienna 1897
SCHICKSALSLIED
( Canto del destino ) ( Friedrich Holderlin )
Coro CAPPELLA MUSICALE FIORENTINA
Soprano NADIA MINNITI
MezzoSoprano SELENE FIASCHI
Contralto RAMONA GABRIELA PETER
Tenore PAOLO MAGNO
Baritono ALESSANDRO ALFANI
Pianoforte ALESSANDRO MANETTI
Direttore BRUNO SORELLI
www.cappellamusicalefiorentina.com E-mail:info@cappellamusicalefiorentina.com
Ingresso libero
Di PadreFra -del 18/05/2008 alle 07:07:48, catalogato in canto e liturgia, letto 1322 volte.
Domenica 18 maggio, la domenica precedente le prime comunioni, sarà la festa del perdono: i ragazzi del catechismo, i loro genitori e gli adulti sono invitati a confessarsi in questa settimana per assaporare con particolare intensità la gioia del perdono, il giorno di festa come giorno di riconciliazione, di riparazione da ogni sbaglio o episodio che pesa sulla coscienza. Pulizie generali, torniamo nuovi. Anche la messa avrà un sapore diverso, anche la quotidianità sarà più leggera, serena, bella da vivere. Buona confessione e buona festa del perdono a tutti.
Di Admin -del 27/01/2008 alle 23:18:17, catalogato in canto e liturgia, letto 2394 volte.
La luce è uno dei bisogni primordiali dell’uomo. Essa non è solo un elemento necessario alla sua vita, ma quasi l’immagine della vita stessa. Questo ha influito profondamente sul linguaggio, per cui «vedere la luce», «venire alla luce» significa nascere, «vedere la luce del sole» è sinonimo di vivere... Al contrario, quando un uomo muore, si dice che si è «spento», che «ha chiuso gli occhi alla luce»... La Bibbia usa questa parola come simbolo di salvezza. Il salmo responsoriale pone la luce in stretto rapporto con la salvezza, mostrandone l’equivalenza: «Il Signore è mia luce e mia salvezza».
«Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1,5). Egli «abita una luce inaccessibile» (1 Tm 6,16). In Gesù la luce di Dio viene a risplendere sulla terra: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). «Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre» (Gv 12,46).
Passare dalle tenebre alla luce
Strappato alle tenebre del peccato e immerso nella luce di Cristo attraverso il battesimo, il cristiano deve compiere le opere della luce: «Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce» (Ef 5,8). Il passaggio dalle tenebre alla luce è la conversione, l’entrata nel regno di Dio (vangelo). Sappiamo cosa vuol dire convertirsi e fare penitenza. Sta ad indicare un radicale cambiamento della nostra vita, un ribaltamento nella scala dei valori che il mondo propone e delle nostre quotidiane preoccupazioni che non sono certamente quelle proposte dal vangelo nel discorso della montagna. Il regno di Dio è presente o scompare, s’avvicina o s’allontana in rapporto alla nostra volontà di conversione. La conversione, a sua volta, non è mai una operazione compiuta una volta per tutte, bensì una tensione quotidiana, come la fedeltà non è un dato che si possa acquisire con una promessa, ma una realtà da vivere minuto per minuto.
D’altra parte il cristiano, anche dopo il battesimo, non è mai pura luce: è un impasto di luce e di tenebre; per questo la sua vita è lotta. Ma Cristo lo riveste delle armi della luce (Ef 6,11-17). Così il cristiano è sicuro che dopo aver «quaggiù partecipato alla sorte del santi nella luce» (Col 1,12) «splenderà come il sole nel regno del Padre» (Mt 13,43) e «alla sua luce vedrà la luce» (cf Sal 35,10).
(Da Servizio della Parola)
Canto iniziale
Luce divina, splende in te il segreto del mattino,
Luce di Cristo, sei per noi tersa voce di sapienza:
tu per nome tutti chiami alla gioia dell’incontro.
Luce perenne, vive in te, chi cammina nella fede;
Vento gagliardo e vigor, nella vita ci sospingi,
rinnovati dalla grazia, verso il giorno senza fine.
Luce feconda, vive in te, chi cammina nella fede;
limpida luce, vieni in noi, chiaro sole di giustizia:
tu disseti nel perdono ogni brama di salvezza
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura. Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
Dal libro del profeta Isaia 8,23b - 9,3
In passato il Signore umiliò la terra di Zabulon e la terra di Neftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano e il territorio dei Gentili.
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete
e come si gioisce quando si spartisce la preda.
Poiché tu, come al tempo di Madian,
hai spezzato il giogo che l'opprimeva,
la sbarra che gravava le sue spalle
e il bastone del suo aguzzino.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio
Salmo Responsoriale Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
Seconda Lettura, Non vi siano divisioni tra voi.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. 1,10-13. 17
Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti.
Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!». Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?
Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al Vangelo Alleluia, alleluia.
Gesù predicava la buona novella del regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Dal vangelo secondo Matteo 4, 12-23
[ Gesù, avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: "Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata".
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». ]
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedeo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Parola del Signore, Lode a te, o Cristo
Canto di comunione
Quanta sete nel mio cuore: solo in Dio si spegnerà.
Quanta sete di salvezza: solo in Dio si sazierà.
L’acqua viva ch’egli dà, sempre fresca sgorgherà.
Rit. Il Signore è la mia vita, il Signore è la mia gioia!
Se la strada si fa oscura, spero in lui: mi guiderà.
Se l’angoscia mi tormenta, spero in lui: mi salverà
Non si scorda mai di me, presto a me riapparirà.
Nel mattino, io t’invoco: tu, mio Dio, risponderai.
Nella sera, rendo grazie: tu, mio Dio, ascolterai.
Al tuo monte salirò e vicino a te sarò.
Di Admin -del 23/01/2008 alle 18:30:00, catalogato in canto e liturgia, letto 1801 volte.
Il mercoledì dopo la messa vespertina il coro si incontra per leggere la Parola di Dio della domenica successiva, condividerne le risonanze e scegliere e provare i canti adatti per la messa domenicale comunitaria delle ore 11 Pagine:
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Credi nel Crocifisso perché la tua fede possa elevarsi fino alla croce. Non verrai sommerso, ma sarà la croce a portarti S. Agostino
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