Frati agostiniani di S. Spirito e S. Felicita FIRENZE

 
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 Consegna degli stemmi agostiniani... di PadreFra
Colui che ti ascolta non è fuori di te. Non andare lontano, non levarti in alto come se tu dovessi raggiungerlo con le mani. Più tinnalzi, più rischi di cadere; se ti umili, egli ti si avvicinerà

S. Agostino
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20/05/2012 @ 12.12.20
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SULLA TUA PAROLA: la liturgia commentata

SULLA TUA PAROLA vuole aiutare a riflettere, crescere, vivere sulla base della Parola di Dio. Benvenuto.


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Collegamenti a siti d'interesse
 
07/01/2012 - sito ufficiale della diocesi fiorentina - www.diocesifirenze.it
18/12/2010 - L'opera Omnia di S.Agostino in internet - augustinus.it
19/10/2010 - Ottimo sito di liturgia e bibbia - lachiesa.it
16/01/2008 - Il primo e più completo sito sulla liturgia - maranatha.it
28/02/2007 - sito della Provincia Agostiniana d'Italia - Agostiniani.it
28/02/2007 - Il sito ufficiale dell'Ordine di Sant'Agostino - OSAnet.ORG
01/11/2005 - dBlog CMS Open Source - Il sito ufficiale della piattaforma

Liturgia d'ogni giorno
 
Di PadreFra (del 05/04/2012 , in Triduo Pasquale, letto 113 volte)

La Comunione a Santa Felicita


5 Aprile 2012
Giovedì Santo – in Cœna Domini
Anche voi fate come io ho fatto a voi
Inizio del Triduo di Passione. Giorni per contemplare tutta la nostra fede, dono totale di Dio stesso incarnato, l’immortale offre la sua vita per dar vita ai mortali e riprende la sua vita per renderci immortali
«Questo è il mio corpo, è per voi»
Dio si fa corpo, storia, per darci lo Spirito, l’eternità. Oggi, vita senza fine.
«FATE …
Primo grande mistero celebrato oggi: fate… chi? I sacerdoti. Gesù oggi fonda il sacerdozio, dono per tutti di uomini resi abili ad incarnare ancora oggi Gesu, che in loro oggi si dona a tutti noi.
… QUESTO …
Questo cosa? Secondo, duplice grande mistero. Fate comunione, fate servizio. Questo dare la vostra vita, questo ricevere la mia vita. Questo servire il prossimo, questo lasciarvi servire dal Re dei re. Questo lavare i piedi, questo celebrare la messa. Questo prendere il Corpo di Cristo, questo diventare corpo di Cristo. Questo andare in chiesa, questo essere Chiesa. Questo amore fattivo, questo amore mistico.
… IN MEMORIA DI ME »
D’accordo, posso fidarmi che sia questa la vita ben vissuta, che fare così sia mio dovere e ideale, ma il senso? Perché fare questo? Perché servire, amare, pregare? Per fare memoria. Per attualizzare, sostanziare, rendere presente Gesù redentore. Per dare nel mio il suo corpo al mondo, e il mondo abbia vita. Non si può amare fino alla fine se non si ha una speranza oltre la fine. Non si può dare e avere salvezza se questa non ci è data dal di fuori, dall’alto. E ci è stata data, e nella memoria della morte di Gesù noi fedeli proseguiamo a dare vita e speranza a chi ne è privo. Oggi celebriamo il sacerdozio, l’eucaristia, il servizio. Tre grandi doni; grazie Gesù.
Gesù, unico ed eterno Sacerdote, corpo del tutto donato, amore senza limiti,
ti contemplo e mi sgomento. Vedo un monumento all’umanità, vedo l’eroe vero.
Ti vedo forte, coraggioso, sicuro, affidabile, rassicurante. E stai perdendo tutto.
Ti vedo vittorioso crocifisso, vivente esangue, che tutto subisci e tutto rinnovi.
Ti vedo divino nella tua perfetta umanità. Conducimi tu, ove tu vorrai. Amen
 
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Di PadreFra (del 31/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 104 volte)

Non confidate nell'uomo

Incredibile solo a pensarci: «decisero di ucciderlo». Com'è possibile arrivare a tanto, da parte di sacerdoti? Davvero, facendo doverosamente salva la buona fede, essi credevano di far bene facendo del male. Era troppa la sommossa in vista, troppo il rischio di sovvertimento. Perché troppo era il loro potere, troppa fiducia riposta in se stessi, troppa la sensazione di essere i difensori di Dio, anziché i difesi da Dio.

Noi confidiamo in Dio, noi confidiamo in Gesù, nostra forza.
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Di PadreFra (del 30/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 108 volte)

Ritrovare la speranza

I giudei vogliono lapidare Gesù, non per le opere buone, ma perché si fa Dio. Per loro la bontà operata è di secondaria importanza, viene prima di tutto la loro idea di Dio, quel dio però fatto in casa da loro. Quel dio tutt'altro, da servire. Invece è Dio potente, capace di fare di noi dèi. La loro religione era terra terra, priva di grandi speranze, rassegnata alla sottomissione. Gesù porta la raggiungibilità di un ideale impossibile da immaginare né da sperare, e lo prova con il suo operare per la vita oltre ogni morte. Invece di ricevere la sua vita, si vuol dare a lui la nostra morte. Meglio restar bassi bassi, fa paura volare, fa paura l'infinito. Gesù, vinci le nostre paure, dacci fede, apri la Speranza.
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Di PadreFra (del 29/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 110 volte)

Dio per alleato

Non risolve molto la vita il credere che Dio esista. Molti lo possono credere, lassù, distaccato a bearsi. Ma che Dio sia dalla mia parte, mio alleato contro il male, questo è grande, questo dà vita all'uomo, dà Gloria a Dio. La verità non è da averne paura, è meravigliosa: Dio è dalla mia parte, anche quando io sono contro di lui.

Abramo desiderò vedere il giorno in cui Dio è dalla parte dell'uomo, e lo vide nella fede. Gesù mostra in tutta evidenza l'amore di Dio per noi, e questo fa passare dalla morte della desolazione e del non senso alla vita senza fine. Questo è davvero divino, e il male che soffro serve a confermarmi che Dio è davvero dalla mia parte, contro quel male che non ha l'ultima parola su di me, che non intacca il mio animo, che mi porta alla vita. Gloria a Dio.
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Di PadreFra (del 28/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 163 volte)

Libertà o liberazione

«Noi siamo liberi, non siamo mai stati schiavi» è il concetto che il popolo d'ogni tempo controbatte a Gesù, il liberatore, il redentore. Eppure, non c'è peggior schiavitù di quella che ti tiene soggiogato illudendoti d'esser libero. La prigione dorata del libertinismo, di cui il mondo d'oggi e di sempre è pieno. Ma la libertà vera si vede dalle opere di libertà, mentre siamo pieni di dipendenze.

La vera libertà è nella verità. Oggi invece preferiamo un Gesù inventato da noi che predica «la libertà vi farà veri». Non esiste quel Gesù!
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Di PadreFra (del 27/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 127 volte)

Io sono se sono con Te

Il Vangelo di Giovanni si fa in questi capitoli via via più incomprensibile, forse l'evangelista vuol comunicare al lettore esattamente questa progressiva incomprensibilità che distanzia sempre più i farisei da Gesù. Chi vuol capire deve rinunciare a capire. Solo chi ha fede capisce.

«Io Sono» Dice Gesù, riferendosi esplicitamente a JHWH. I farisei fanno finta di non capire e chiedono «Chi tu sei?» Infatti, ciascuno di noi è qualcosa e non tutto il resto: io sono Francesco... e bsta! io sono italiano... e dunque non sono francese. Dio è e basta, non è qualcosa e non qualcos'altro, ma è. Gesù è.

E l'aspetto meraviglioso è che Gesù è perché è figlio, e fa tutto ciò che dice il Padre, quindi cerca di sparire in sé per far trasparire il Padre. Così anche noi, se non siamo più noi a vivere ma Cristo viva in noi, allora saremo e sapremo che Io Sono!
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Di PadreFra (del 26/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 183 volte)

La pietra scagliata contro l'ingiustizia

Nel libro di Daniele una innocente - Susanna - accusata ingiustamente di adulterio. Nel Vangelo una colpevole, giustamente accusata di adulterio. In entrambi i casi, la fallacia di una legge che vuol ristabilire la giustizia ma non può salvare. Gesù solo ha questo potere!
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Di PadreFra (del 24/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 113 volte)

Il Dato di realtà

Colore liturgico: viola LETTURE: Ger 11, 18-20; Sal.7; Gv 7, 40-53.

Mai un uomo ha parlato così! 

Nelle polemiche giudaiche, che Giovanni ci riferisce esaustivamente, è interessante notare il modo di ragionare delle parti. Chi crede in Gesù, ragiona in base a quel che vede e sceglie di credere perché prende atto di una realtà straordinaria nella sua persona. Chi invece si avversa contro la pretesa di Gesù d'esser figlio di Dio, chi lo condanna come mentitore non ha dati di realtà, non prende atto di quel che accade ma si chiude in ragionamenti pregiudiziali, come è evidente nel Vangelo odierno.

E noi? Prendiamo atto di quel che viviamo o ragioniamo in base a preconcetti anticristiani? Leggiamo la realtà o solo quello che ci va di leggere?

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Di PadreFra (del 23/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 103 volte)

Ma che ne sai...

Colore liturgico: viola LETTURE: Sap 2, 1. 12-22; Sal.33; Gv 7, 1-2. 10. 25-30.

Cercavano di arrestarlo, ma sua ora non era ancora venuta.

«Costui sappiamo di dov'è» sostengono i giudei. Dunque non può essere il Cristo. Anche oggi molti avversano Gesù sostenendo di saperne più del papa e di Gesù stesso. Hanno capito tutto. Che peccato!

Venne alla festa «quasi di nascosto» celando la divinità sotto il velo di carne umana, e con ironia giovannea constata che «certo, voi mi conoscete» credendo di saperne le origini. Ma no, c'è un'origine assai più remota e più vera. Per tutti noi.

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Di PadreFra (del 22/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 113 volte)

Nelle scritture la vita eterna. 

Colore liturgico: viola LETTURE: Es 32, 7-14; Sal.105; Gv 5, 31-47.


Sì Gesù, io credo in te. Non m'interessa di Mosé, non cerco la gloria degli uomini, non sono giudeo. Questo vangelo non mi riguarda.

Possibile? Beh, è un vangelo ostico, ma mi interpella ugualmente, al di là delle apparenze. Le opere del Padre, che tu compi, io non le osservo e non le seguo abbastanza. Non opero secondo il tuo volere ma seguendo i miei istinti e capricci. Scruto le scritture, ma non per cambiar vita in adeguamento ad esse. E non cerco la Gloria di Dio, che è la croce, ma la gloria degli uomini, che è scampo.

Gesù, rendimi tuo testimone. Tu non vuoi testimonianza di uomini ma di opere. facci compiere le tue opere, come hai promesso. Se il mondo è così lontano da te è perché noi siamo lontani da te.

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Di PadreFra (del 21/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 115 volte)

Il Sepolcro dell'ignoranza

Colore liturgico: viola LETTURE: Is 49, 8-15; Sal.144; Gv 5, 17-30.

Facendosi uguale a Dio.

Il vangelo di oggi è difficile perché teorico. Gesù ha guarito il paralitico e pretende così di dimostrarsi figlio di Dio, capace di dare la vita. Dio Padre crea, Gesù ricrea, facendoci passare dalla morte alla vita. Quale morte? Quella di vivere anestetizzati, nel torpore dello scorrimento del tempo, una faccenda dopo l'altra, un problema dietro l'altro. A volte sembra che non conosciamo la vita e andiamo avanti così, nel vago sentore che domani qualcosa cambierà, e domani è come oggi.

Gesù ci sveglia dal torpore, ci risuscita dalla morte dell'ignoranza dandoci la sua Parola. chi ascolta il Vangelo non è più nella flemma di non saper vivere, il Vangelo dice tutto, risuscita alla conoscenza e all'abilitazione. Chi conoscendo continua a vivere in modo piatto le vicende del mondo senza aprirsi all'Oltre, lui si è risvegliato dal torpore per la condanna dell'insescusabilità. Ma noi che crediamo e vediamo che Gesù è vita, siamo salvati dall'insulsaggine e condotti a dignità senza eguale. Non torniamo nel sonno del quotidiano, scegliamo oggi la vita del Vangelo, che è vita di carità. Fuori dall'amore si vive da morti.

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Di PadreFra (del 20/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 126 volte)

Non un Dio a metà

I farisei gradivano un dio a metà: un dio che non disturbase, che coronasse la vita come la ciliegina sulla torta, ma senza farci rifare la torta daccapo!

Dio invece è un vento impetuoso che tutto travolge, nei nostri pensieri, nella nostra vita. E' acqua che nasce rigagnolo ma diventa un fiume navigabile, che risana laddove giunge. E' mano che guarisce, nel giorno di Dio, coloro che cercano Dio e la loro vita in Dio. Gesù era di disturbo ai farisei, perché gradivano un dio nell'ambito della quiete pubblica. Ma Dio è tutto o niente!

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Di PadreFra (del 19/03/2012 , in Feste e Solennità, letto 124 volte)
 
Di PadreFra (del 18/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 107 volte)

La Comunione  a Santa Felicita


18 Marzo 2012
Domenica “Lætare” IV di Quaresima -B
Salvati per grazia mediante la fede
La salvezza: qualcosa di cui non si parla quasi più. Non ci piace il pensiero che ci sia bisogno di salvezza e di conseguenza che ci sia il pericolo d’una condanna. Stiamo bene come stiamo, o per lo meno vogliamo convincercene!
« Bisogna che sia innalzato
il Figlio dell’uomo »
Che bisogno c’è? Perché questa sofferenza e morte atroce? E perché poi parlarne per “allietarci”?
Dio ha tanto amato il mondo
L’amore è una cosa strana! Dolce vincolo, legame liberante. E la salvezza è il bisogno di imparare ad amare, di uscire dall’egoismo. Dio doveva insegnarci (non senza costringerci) la gioia di donare.
Chi fa la verità viene alla luce
Essere liberi è dunque venire alla luce, e divenire luce. E non c’è luce nel fare il male. Quindi, vivere mossi dall’egoismo è male, tenebra, condanna al non amore.
«Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati»
Continuiamo ad accumulare pene e scontare colpe, senza trovare la soluzione. Vogliamo proprio far finta di non capire, ma la verità è così semplice: ogni crisi, ogni malessere, ogni condanna, ogni difficoltà, ogni tristezza si cura con l’amore!
Gesù figlio di Dio, Dio crocifisso, onnipotente sofferente, contraddizione al mondo,
ti vedo lì crocifisso, soffro per le tue sofferenze, non accetto il senso della tua croce.
Ti vedo e m’interrogo, e rimango sgomento. E tu lì, indifeso e silente, inutile.
Perché la croce? Perché soffrire? Perché un mondo così? E perché non c’è perché?
Tu sei risposta di fede, Gesù crocifisso. Innalzati sulle menti, ergiti sui nostri cuori
stagliati sulle agitazioni, mostrati a chi cerca pace. Vedrà e capirà e vivrà. Amen
 
 
Antifona d'ingresso: Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi.
Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza:
saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione. (cf. Is 66,10-11)
Preghiera Colletta: Dio buono e fedele, che mai ti stanchi di richiamare gli erranti a vera conversione e nel tuo Figlio innalzato sulla croce ci guarisci dai morsi del maligno, donaci la ricchezza della tua grazia, perché rinnovati nello spirito possiamo corrispondere al tuo eterno e sconfinato amore. Per il nostro Signore Gesù...
Nell’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.
Dal secondo libro delle Cronache (2Cr 36,14-16.19-23)
In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremia:
«Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà
per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».          Parola di Dio
Salmo Resp. (Sal 136)ðG: Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.


Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo
e piangevamo ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.              
ðG
Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».                  
ðG
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.            
ðG
Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.                       
ðG


Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia. (Ef 2,4-10)
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. Parola di Dio                                            ðB: Rendiamo grazie a Dio
Lode e onore a te, Signore Gesù! Dio ha tanto amato il mondo da dare
il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna. (Gv 3,16)
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (Gv 3,14-21)
ðO         Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». Parola del Signore                                                                                    ðB: Lode a Te, o Cristo
Preghiera dei fedeli (Intenzioni con cui pregare a casa in questa settimana)
ðECi rivolgiamo a Dio Padre, ricco di misericordia, che ci ha salvati in Cristo suo Figlio, dimostrandoci il suo grande amore nella morte in croce per noi.
ð@Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, Signore, la tua salvezza.
1. Per noi che siamo e rappresentiamo laddove viviamo la Chiesa di Dio: possiamo annunciare sempre con franchezza e credibilità che unica salvezza nostre e del mondo è la croce di Cristo, che innalza e guarisce, preghiamo.
2. Per i sacerdoti, ministri del perdono: il sacramento della riconciliazione sia per tutti i penitenti un’autentica esperienza di incontro con il Signore che comprende, giustifica, promuove, incoraggia, rigenera, ama e salva, preghiamo.
3. Per coloro che hanno ricevuto l’annuncio cristiano al catechismo o in famiglia ed ora l’hanno dimenticato o trascurato: ascoltino la nostalgia del loro cuore e tornino a trovare in Gesù la luce del bene e il senso vero della loro vita, preghiamo.
4. Per le giovani famiglie, attentate da troppe false voci e ideologie di morte dell’anima: sappiano rimanere consolidate nella fede e aperte alla vita, il dono più grande e prezioso che Dio ha loro affidato perché lo custodissero , preghiamo.
ðEO Padre, guarda con amore i tuoi figli che attendono da te misericordia. Per Cristo nostro Signore.     ðB: Amen
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Vita in Parrocchia
 
Mar: Catechesi sul profeta Osea . Mer: Coro
Dom 25: raccolta cibo e biancheria
Ore 15: GIORNATA della Carità-al Pignone
Se uno non sta alle prescrizioni del medico, si rovina da solo
Che cosa sono i serpenti che morsicano? Sono i peccati che provengono dalla carne mortale. E il serpente innalzato? la morte del Signore in croce. Il morso del serpente è letale, la morte del Signore è vitale. Si volge lo sguardo alla morte per debellare la morte. Ma alla morte di chi si volge lo sguardo? alla morte della vita, se così si può dire. E poiché si può dire, è meraviglioso dirlo. Forse che Cristo non è la vita? Tuttavia Cristo è stato crocifisso. Cristo non è forse la vita? E tuttavia Cristo è morto. Ma nella morte di Cristo morì la morte, perché la vita, morta in lui, uccise la morte e la pienezza della vita inghiottì la morte. Essa fu assorbita nel corpo di Cristo... Molti hanno amato i loro peccati, e molti invece hanno confessato i loro peccati. Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. È necessario che tu detesti in te l'opera tua e ami in te l'opera di Dio. Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla luce. Cosa intendo dire dicendo: operi la verità? Intendo dire che non inganni te stesso, non ti blandisci, non ti lusinghi; non dici che sei giusto mentre sei colpevole. Allora cominci a operare la verità, allora vieni alla luce, affinché sia manifesto che le tue opere sono state fatte in Dio. E infatti il tuo peccato, che ti è dispiaciuto, non ti sarebbe dispiaciuto se Dio non ti avesse illuminato e se la sua verità non te l'avesse manifestato. Ma chi, dopo essere stato redarguito, continua ad amare i suoi peccati, odia la luce che lo redarguisce, e la fugge, affinché non gli vengano rinfacciate le sue opere cattive che egli ama. Chi, invece, opera la verità, condanna in se stesso le sue azioni cattive; non si risparmia, non si perdona, affinché Dio gli perdoni. Egli stesso riconosce ciò che vuole gli sia da Dio perdonato, e in tal modo viene alla luce, e la ringrazia d'avergli mostrato ciò che in se stesso doveva odiare. Dice a Dio: Distogli la tua faccia dai miei peccati. Ma con quale faccia direbbe così, se non aggiungesse: poiché io riconosco la mia colpa, e il mio peccato è sempre davanti a me? (Sal 50, 11 5).Il cammino di questa vita è duro e irto di prove: quando le cose vanno bene non bisogna esaltarsi, quando vanno male non bisogna abbattersi. La felicità che il Signore ti concede in questa vita, è per consolarti, non per corromperti. E se in questa vita ti colpisce, lo fa per correggerti, non per perderti. Accetta il padre che ti corregge, se non vuoi provare il giudice che punisce. Son cose che vi diciamo tutti i giorni, e vanno ripetute spesso perché sono buone e fanno bene.                                                                                                                                           (Ag., Om. 12)
 
Di PadreFra (del 17/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 107 volte)

Lodare o lodarsi

«Credendo di dar lode a Dio, il fariseo lodava se stesso» risolve papa Benedetto. Proprio vero. Dice cose giuste, ma non prega. Il pubblicano invece prega davvero Dio, ne ha proprio bisogno. Tutte le buone pratiche farisaiche sono «come una nube del mattino» ma solo il Signore rimane per sempre, solo se siamo in lui non passeremo con i nostri vanti. L'amore più del sacrificio!


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Di PadreFra (del 16/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 103 volte)

Non lontano, ma per entrare nel Regno dei cieli...

... si dice solitamente che lo scriba ha risposto bene, ma per entrare nel Regno gli manca la messa in pratica: «fa' questo e vivrai». Vero, ma è strano che la prima lettura non tratti di praticare i comandamenti, e sì che ce ne sono a bizzeffe di testi di esortazione all'osservanza.

Invece, il Vangelo di oggi è affiancato ad Osea: «Torna, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità». Inciampato, come un bambino con le scarpe slacciate, su te stesso. Allora cosa manca per entrare nel Regno? La fiducia nella misericordia di Dio. Ancor prima, la consapevolezza della nostra colpevolezza. Lo sgomento per essere perduti... e la meraviglia d'esser ritrovati da Colui che è Dio e non uomo. 

«Chi è saggio comprenda queste cose,
chi ha intelligenza le comprenda;
poiché rette sono le vie del Signore,
i giusti camminano in esse,
mentre i malvagi v’inciampano»

Cammina, il saggio, con le stringhe delle scarpe allacciate, sulla via dei comandamenti del Dio delle misericordie.
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Di PadreFra (del 15/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 125 volte)

La fede nel male

Colore liturgico: viola LETTURE: Ger 7, 23-28; Sal.94; Lc 11, 14-23.

Se scaccio i demoni con il dito di Dio, è giunto a voi il Regno. 

Credo proprio che nessuno fose bravo quanto Gesù nello scacciare i demoni. I criticoni men che meno. E si sentivano figli di Dio non perché vincevano il male, ma perché cercavano di contrastarlo. Gesù lo vince e loro pensano che abbia del demoniaco. In fondo, dunque, pensavano che il male non si vince, che Dio (pregato da loro) è impotente, che l'unica potenza è il principe dei demoni.

Diciamoci la verità, anche noi spesso abbiamo più fede nel male che nel bene, perché è più facile credere al male che al bene. Il bene ci prova, il male regna. Non è ancora giunto a noi il regno di Dio.

Non è certo il regno di satana ad essere diviso, siamo noi. Gesù scaccia questi pensieri.

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Di PadreFra (del 14/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 158 volte)

Il salto della fede

Colore liturgico: viola LETTURE: Dt 4, 1. 5-9; Sal.147; Mt 5, 17-19.

Il compimento della legge è l'amore.

 Gesù non abolisce, chiarisce. Come la ragione capisce che da sola non arriva a tutta la verità, così anche la legge dichiara la sua insufficienza. Gesù è il compimento, perché Gesù è l'amore. Così, in tutti gli aspetti della nostra vita c'è un salto da compiere, un compimento da raggiungere. Il salto della fede.

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Di PadreFra (del 13/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 153 volte)

Non fino alla perfezione, ma fino a Dio

Colore liturgico: viola LETTURE: Dn 3, 25. 34-45; Sal.24; Mt 18, 21-35.

Il perdono virtù e convenienza. 

Non è un discorso di calcoli il perdono evangelico. Pietro non chiede se fino a sette, otto o nove, né Gesù risponde "fino a 70x7=490". Sette è simbolo di perfezione: Pietro sta chiedendo se si deve perdonare fino alla perfezione, se nessuna imperfezione è ammessa; Gesù risponde la perfezione moltiplicata per essa e per i comandamenti, arriva a superare ogni perfezionismo umano e toccare Dio che è grazia pura. Ma allora non c'è scampo per noi imperfetti?

Perdonanti se perdonati: sapremo perdonare alla perfezione se sapremo perfettamente d'esser perdonati!

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Di PadreFra (del 12/03/2012 , in Tempo di Quaresima, letto 146 volte)

La difficoltà di Dio

Semplice per l'Onnipotente guarire la lebbra o fare qualunque altro tipo di prodigio. Il Signore può facilmente liberarti da ogni male.

La difficoltà divina è vincere lo scetticismo del nostro cuore, la fiducia del nostro chiedere il prodigio. Il re d'Israele si sdegna; il comandante di Aram si sdegna, il popolo di Gesù si sdegna... noi spesso disdegniamo i comandamenti "arcaici" della Bibbia e del magistero. Signore, perdonaci e aiutaci!
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