Frati agostiniani di S. Spirito e S. Felicita FIRENZE
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Consegna degli stemmi agostiniani... di PadreFra
Beato chi ama te, Signore, l'amico in te e il nemico per te. Non perde nessuna persona cara solo colui al quale sono tutti cari nell'unico che non si può perdere, te S. Agostino Confessioni
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Di PadreFra (del 31/08/2010 @ 08:38:08, in 8 - Tempo Ordinario XVIII-XXXIV, linkato 24 volte)
XXII dom. Tempo Ordinario – anno C
Più sei grande, tanto più fatti umile
A mensa del PotenteUna norma di educazione: non occupare il primo posto, ma lascia che il padron di casa ti inviti a sedere. Ma vi è nascosto un senso teologico più profondo: le nozze sono l’unione di Dio con l’umanità, l’invito è dell’Onnipotente, la tavola è l’altare eucaristico. Non venire a messa con la superbia di chi è giusto davanti a Dio e osserva il precetto, ma vieni nell’umiltà di chi riceve un dono immenso ed insperato.
Quando offri una cena non invitare i tuoi amici né parenti né i ricchi vicini
Non solo siamo invitati alla mensa eucaristica, ma a nostra volta dobbiamo invitare, imbandire il banchetto della carità, condividere quello che a nostra volta abbiamo ricevuto. Abbiamo il dono della fede, mangiamo la comunione con Dio: diffondiamo questa ricchezza, partecipiamo questa gioia con chi è povero di Dio e d’amici
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile
La nostra ricchezza, la nostra stessa vita non è fatta di glorie che passano, non di sensazioni eccezionali, non di tutto l’oro del mondo, ma molto di più. Siamo accostati al mediatore della Nuova Alleanza, fatti partecipi di quella comunione di vita e di gioia e di verità e di potenza che mai verrà meno, che nessuno ci toglierà.
Gesù, Figlio di Dio, venuto tra noi per portarci la vita, rivelati a chi ti ignora.
Rivelati a me che non ti conosco e non ti amo abbastanza, mostra il tuo amore e donami il tuo amore, la tua forza, la tua capacità di non cercare onori e favori, la tua grandezza che sa sempre donarsi e mai pretendere, sempre amare e mai scoraggiarsi. Gesù, so che si tratta di umiltà. Donami la tua umiltà. Amen In alto: San Luigi condivide la mensa con i poveri, Chiesa di Santa Felicita
Di PadreFra (del 30/08/2010 @ 07:33:44, in 8 - Tempo Ordinario XVIII-XXXIV, linkato 25 volte)
A portare...Lo Spirito del Signore si preoccupa di noi, si adopera in ogni modo. Nel brano programmatico del Vangelo di Luca, Gesù fa capire l'essenziale della sua esistenza terrena: dare pace e liberazione, diffondere i benefici di Dio universalmente. E' per te e me, è per tutti. Gesù fammi entrare nella storia della tua salvezza, aprimi gli occhi.
Di PadreFra (del 22/08/2010 @ 08:31:14, in 8 - Tempo Ordinario XVIII-XXXIV, linkato 25 volte)
XXI dom. Tempo Ordinario – anno C
È per vostra correzione che soffrite
«Verrò a radunare tutte le genti»
La storia della salvezza: Il Signore JHWH Dio d’Israele elegge un popolo fra tutti. Quel popolo si riconosce privilegiato e non condivide tale privilegio, benché Dio prometta la salvezza per tutti. In Gesù ciò si realizza, il popolo eletto si scopre tramite perché tutti conoscano Dio.
E voi cacciati fuori
Noi appartenenti a Cristo, cioè cristiani, cresciamo in quest’universalità dell’amor divino e ci tranquillizziamo che la salvezza è per tutti; ci accomodiamo e rimaniamo così nei vizietti che Dio perdona.
il Signore corregge colui che egli ama
Ma la non-conversione adduce sofferenza e recalcitrare contro il Vangelo ci allontana nuovamente dalla salvezza. Universale sì, ma non in svendita. Non più riservata al popolo eletto, non privilegio di chi va al tempio o a messa, la porta è aperta a tutti, ma è porta stretta e pochi riescono. Dunque la salvezza, che sembrava per alcuni e non per tutti, è diventata per tutti ma non per molti! Disponibile a tutti, ma non di massa. Come entreremo? Se accetteremo d’essere gli ultimi a meritarlo.
Gesù, ricordo le tue parole: «imparate da me che sono mite e umile di cuore».
Sì, Gesù, voglio imparare questo da te. Solo da te, e da te solo questa tua umiltà. Mi basta, non chiedo altro, e vorrei non volere altro che l’umiltà. Essa esalta, sostiene e guarisce, spiega come amare e donare, insegna a vivere. Gesù, la tua umiltà mi salverà, mi farà essere Uno con tutti. Amen In alto: La porta stretta del tabernacolo, Chiesa di Santa Felicita
Di PadreFra (del 15/08/2010 @ 07:42:39, in Feste e solennitą del tempo ordinario, linkato 27 volte)
Assunzione al cielo di Maria SS.ma «Ora si è compiuta la salvezza»
Morte, dov’è la tua vittoria? Forse il progresso scientifico troverà vittoria sulla morte? Nessuno lo crede, eppure nessuno osa smentire e smascherare l’illusione che promette la tecnica. Forse qualche vaga filosofia orientale? Se ci pensiamo, niente sfida la morte, la cui vittoria è indiscussa. Ma ecco che improvvisamente essa svanisce, al punto che San Paolo si chiede dove sia finita. Perché avevamo paura di soffrire e di morire? Dov’è finita quella paura? La fede è una forza tale da dissipare quanto nessuno mai osava sfidare; piuttosto, ci promettevano assuefazione! Il drago si pose davanti alla donna, in modo da divorare il bambino Ebbene sì, il drago esiste e combatte. Guai a sottovalutarlo. Il male vuol divorare la fiducia, vuol vincere contro il nostro anelito di vivere e frustrarlo. Ma non riesce ad oltrepassare la donna, figura della chiesa, che riesce a partorire la tua speranza. Essa è viva, è salva, è risorta. Perché la tua gioia e forza di vivere è Cristo, che ti viene dato dalla Chiesa. Figura e potenza ne è Maria. Con lei non perderai. Maria Santissima, tu sei la serva del Signore, tu sei la Regina. E sei Regina In alto: Volterrano, Assunzione di Maria, transetto sinistro di Santa Felicita
Di PadreFra (del 08/08/2010 @ 07:36:12, in 8 - Tempo Ordinario XVIII-XXXIV, linkato 27 volte)
XIX dom. Tempo Ordinario – anno C Per Fede, la liberazione
La fede sostiene la speranza e muova la carità; la fede motiva la vita. Né oppio né alienazione, tutt’altro: comprensione del vero e percezione del reale; consapevolezza della verità e rassicurazione della sicurezza. Tenetevi pronti Oggi si fa un gran parlare di progettazione e organizzazione del futuro, e siamo sempre più ripiegati sul presente. Se la felicità è da cercare qui e ora, programmarla non si può; progettare l’immediato è una rincorsa spasmodica e insoddisfacente. Vorremmo vivere al centro del presente e del reale, ma non sappiamo trovarlo. Beati quei servi Rifiutiamo l’idea di aver padroni, d’esser servi, eppure, a quante cose ci asserviamo! In nome della libertà, ci sottoponiamo a chiunque prometta di più. Schiavi dell’idea di libertà non la troviamo, ché non ci sottomettiamo al liberante giogo dell’amore. Gesù, dammi la fede. Questa famosa fede che solo un poco percepisco ed afferro, In alto: San Domenico , Parrocchia di Santa Felicita
Di PadreFra (del 25/07/2010 @ 07:26:07, in 7 - Tempo Ordinario VI-XVII, linkato 18 volte)
XVII dom. Tempo Ordinario – anno C
Quando pregate dite: Padre…Diciamolo francamente, la nostra fede nel potere della preghiera deve crescere. Sì, preghiamo, ma con quanta convinzione d’essere esauditi? Spesso i cristiani pregano come se alla porta di Dio fosse appeso il cartello “non disturbare! Non sembra che preghiamo il Padre, ma piuttosto che cerchiamo il direttore.
Non si adiri
il mio Signore, se parlo No, il Signore non si adira; ascolta. Provvede e guarisce. Anche quando sembra che non lo faccia. E quante volte ci appare assente. Perché vorremmo che lui obbedisse a noi, ci fa fatica obbedirgli. Vorremmo che eseguisse i nostri ordini, non che ascolti il nostro cuore. Perché invece è proprio questo che fa: legge il cuore e dona non sempre quel che chiediamo, ma sempre quel che necessitiamo.
Padre, sia santificato il tuo nome, sia fatta la tua volontà
Non la mia, ma la tua. Ma se è così, se Dio sa quel che deve fare, che bisogno c’è di pregare? Vale qualcosa la nostra richiesta? Senza dubbio. Ma più di tutto, ci è necessario pregare perché riusciamo ad entrare nel progetto divino, perché il suo nome sia santificato nel nostro comportamento, che il suo regno venga nella nostra vita, che la sua volontà sia fatta da noi. Il senso della preghiera è deporre le nostre zavorre ed entrare nel mondo in cui regna la pace.
Gesù, ti prego. Troppo poco e poco spesso, ma ti prego. Donami quel che serve
al mio cammino verso di te, donami di vedere la strada da percorrere e regalami la forza e il coraggio di intraprendere il cammino. Mi abbandono al tuo volere., Chiamami, dirigimi, insegnami. Mi fido, mi affido. Mi depongo nelle tue mani. Fa’ di me quel che vuoi, già ora ti ringrazio e so che ti ringrazierò. Amen
Di PadreFra (del 18/07/2010 @ 07:20:34, in 7 - Tempo Ordinario VI-XVII, linkato 19 volte)
XVI dom. Tempo Ordinario – anno C
tu ti affanni e ti agiti per molte cose
Come dar torto a Marta? Le cose da fare sono tante e tanto pesanti. Son tutti bravi a fare come Maria, ma poi chi porterà avanti il mondo?di una cosa sola c’è bisogno
C’è da ammettere che non sono tutti bravi a stare in silenzio, in preghiera, a contemplare la vita ai piedi di Gesù. Non ci riesce bene, ci annoiamo presto. Ci inventiamo qualcosa che ci occupi. Siamo bravi a perder tempo, quelo sì, ma non tanto a stare in ascolto di Gesù.
Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero
Un mistero non è inconoscibile, ma neppure conoscibile umanamente. Un mistero è accessibile a noi, ma solo per rivelazione. Non possiamo arrivarci da soli, ma esso piò arrivare a noi. Allora il mistero può ampliare la nostra conoscenza, ma per fede. Questo tipo di conoscenza è solo per fede, o non è. Infatti è preclusa a chi non si concede l’atto di fede. Cosa dunque è vero, ma ci è dato sapere solo fidandoci?
Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo
Forse in molti si è convinti che Dio è vicino, ma pochi si dispongono a ricevere l’annuncio. Sembrano sapere già tutto, conoscere tutto di Gesù, già presente nl cuore. E invece Dio è in noi, ma come mistero da svelare, cui convertirsi. Non basta invitarlo a pranzo e farlo accomodare nella poltrona più bella della tua anima, bisogna stare con lui, ascoltarlo, seguirlo, riceverne la gloria. Che non conosciamo.
Gesù, resta con me, stai qui, fammi compagnia. Sai che ho bisogno di amore.
E so che tu ci sei, accetti l’invito, ti disponi a mio favore. E allora succede che sono io a distrarmi, scusarmi, allontanarmi ed agitarmi. Per troppe cose. So che tu ci sei e questo mi tranquillizza, ma so che io non ci sono e questo mi fa male, se ci penso. Allora non ci penso e mi distraggo e mi disperdo. Gesù, non è abbastanza che tu stia con me, devi fare in modo che io stia con te. Attirami, seducimi, richiamami. Ho bisogno di te e non ti cerco. Insegnami a restare ai tuoi piedi, comunicami la tua Gloria, infondimi la vita. Amen In Alto, Giovanni da Milano, Gesù nella casa di Marta e Maria, S.Croce, Firenze
Di PadreFra (del 10/07/2010 @ 10:18:54, in Tempo Ordinario Anno C, linkato 86 volte)
![]() XV domenica – Ordinario anno C
«Abbi cura di lui»
Chi ama Dio ami anche il prossimo. Questo è il comando fondamentale che il Vangelo ci ha trasmesso con forza. Se ci riflettiamo un poco, tutta la vita di fede ruota qui attorno; il nostro venire alla messa è vacuo se non produce carità. Eppure tale precetto non ha origine dalla rivelazione evangelica, ma parte da più lontano, parte dal cuore umano:
«Maestro, che cosa devo fare
per ereditare la vita eterna?» La domanda del dottore della legge è la domanda dell’uomo d’ogni tempo. Che fare per arrivare a star bene?
Questo comando non è troppo alto per te, né troppo lontano da te
È alta poesia il passo della prima lettura: potresti credere che la vita beata sia irraggiungibile, inesistente o forse possibile ma praticamente irraggiungibile. Esiste allora la possibilità d’esser felici? E se c’è, come la si raggiunge?
… questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore
Dunque, il segreto della vita è dentro ciascuno di noi, le istruzioni sono in dotazione! Eppure restiamo impediti dal trovare, incapaci di capire e mettere in pratica. Sembra trattarsi di qualcosa allo stesso tempo squisitamente umano e perfettamente divino, qualcosa di così profondamente naturale da risultare soprannaturale!
passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione
La parola «compassione» in tutti i vangeli è riferita sempre e solo a Gesù o al Padre, eccetto quest’unico passo del Buon Samaritano, che dunque è figura di Gesù. Il Signore sembra comandarci non l’alienazione o la spiritualizzazione del nostro essere carnali, ci comanda di “essere carnali” fino in fondo, di vivere la compassione: saper patire con l’altro accanto a me, e saper condividere con l’altro il mio patire. Dio è amore, amore è comunione, comunione è compassione, compassione è gioia
Gesù, vero ed unico Buon Samaritano dell’umanità, passa accanto alla mia vita;
...
quando sono vivo a metà, quando distinti briganti mi rubano la voglia di vivere, quando la fatica quotidiana sembra più del valore che mi porto dentro, del tesoro che non esprimo, passami accanto, accorgiti di me, cura l’anima ferita; cura la noia e l’india, cura il dolore e lo sconforto, dammi la vita come sai tu. Amen
Di PadreFra (del 04/07/2010 @ 07:13:02, in Tempo Ordinario Anno C, linkato 125 volte)
XIV dom. Tempo Ordinario – anno C
Rallegratevi piuttosto perché …Il Signore Dio vuole la nostra gioia, piena e duratura. Solo lui sa cos’è per noi la vera gioia. Sin dal serpente dell’Eden, la tentazione consiste nel diffidare della sua proposta e volerci procacciare una felicità altra, al di fuori di lui.
Ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi
E chi non dubiterebbe di questa felicità proposta? Non sembra attraente. “Non c’è da fidarsi”! Così decadiamo dalla Grazia e scadiamo nell’umano, a cercare laddove tutto è caduco, tutto ha un inizio e una fine, laddove dunque non può essere la regione della felicità la quale, per esser vera, dev’essere senza fine e senza rischi.
non ci sia altro vanto che nella croce del Signore
Che c’è da vantarsi nelle croci? Ben poco diremmo… quanto dunque siamo distanti, quanto ha da crescere la fede, quanto il Signore deve ancora convertire il nostro cuore, che cerca vanto in ben altre faccende. Eppure è così… logico: se la felicità non è di questo mondo incerto, dovremo morire a questo mondo per trovarla: ci piace l’idea di «essere nuova creatura», ma ci rilutta di abbandonare la vecchia. Eppure il Signore continua a chiamarci alla vita, per la via della croce.
Gesù, mio Signore e mio Dio, come sono impervie le tue strade. Come’è difficile
stare al passo del tuo vangelo, ma pure com’è facile, se tu dai forza ogni giorno! Gesù, non amo la croce, nessuna croce, rifiuto ogni sofferenza, scappo dal male. Anche tu hai chiesto di allontanarti il male, ma sopra a tutto hai posto la volontà del Padre. Dammi la forza di seguirti, imitarti, annunciarti, essere Figlio, vivere dell’Amore del Padre, gioire di quel che non passa. Amen
Di PadreFra (del 27/06/2010 @ 08:22:37, in 7 - Tempo Ordinario VI-XVII, linkato 76 volte)
XIII dom. Tempo Ordinario – anno C
Gesù prese la ferma decisione di mettersi in camminoGesù è un uomo libero. L’unico essere umano davvero libero. Proprio nella sua libertà si risolve fermamente di portare a termine la sua missione. Si obbliga. Si costringe ad essere libero. Chissà com’è che chi si abbandona alla libertà si schiavizza ben presto, mentre chi si impone il giusto giogo si trova libero davvero.
Siete stati chiamati a libertà. Non divenga però un pretesto per la carne
«Chiamati». Il Signore chiama, dona una vocazione a ciascuno. La voce del Signore è forte e delicata, non invadente ma persistente, difficile da ascoltare ma più ancor difficile da mettere a tacere. Chiama sottovoce, ma grande è l’inquietudine di chi non la segue, grande la gioia di chi si decide per assecondarla. Il primo a seguire la voce del Padre è Gesù, anche quando incomprensibilmente quella voce amorevole lo chiama dalla croce. Gesù risolutamente va, cautelandosi contro se stesso e contro le tentazioni proprie della debolezza umana.
Lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste
Straordinario san Paolo! Davvero essere liberi è fare quel che vogliamo, ma succede che assecondando i desideri della “carne” (che non significa soltanto piacere fisico ma comprende ogni vizio e debolezza umana e morale) finiamo per decadere dalla condizione di libertà ed essere irretiti da quel che appariva liberante. Invece, dove c’è lo Spirito c’è libertà.
A un altro disse: «Seguimi».
Sì, mio Gesù, io voglio fare quello che vuoi tu, decidi tu per me, scegli tu il meglio.
Ho provato tante volte a seguire le strade della mia testa e del mio gusto, basta. Non voglio più gestire da me solo la mia vita, ho sbagliato abbastanza. Voglio fidarmi appieno di te, perché di te mi fido più che di me stesso. Voglio abbandonarmi al tuo volere, voglio volere ciò che tu vuoi e fare ciò che farai di me voglio vivere la vita che hai pensato per me, ti ringrazio per ogni passo fatto insieme a te. Ti seguirò dove mi vorrai, e troverò ciò che voglio davvero. Amen
Antifona d'ingresso: Popoli tutti, battete le mani, acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 47,2)
Di PadreFra (del 20/06/2010 @ 07:33:40, in 7 - Tempo Ordinario VI-XVII, linkato 106 volte)
XII domenica del Tempo Ordinario – C
riverserò uno spirito di consolazione
Dio è l’onnipotente, può tutto. Come mostra massimamente questa sua potenza infinita? Non come ci aspetteremmo noi: non cancellando il male da questa vita bensì usandolo per un bene maggiore. Potremmo non condividere, potremmo preferire di non conoscere il male, ma a pensarci bene la vera onnipotenza e questa: trarre il bene anche dal male.guarderanno a me, trafitto
E Dio non ci lascia soli nell’esperienza salvifica del male, ma ci apre la strada. Si lascerà trafiggere e tutti lo vedranno. Prenderà la sua croce e ne farà, da strumento di morte, sorgente di vita eterna.
«Se qualcuno vuole venire dietro a me…»
Essere cristiani è dunque un fatto assolutamente drammatico. Non si tratta di nutrire una certa simpatia per il buon saggio Gesù. Egli non vuole la nostra stima, ma la nostra fede, vuol essere il tutto della nostra vita, perché è verità.
Tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo
Gesù ti cambia la vita, o non c’è nella tua vita. Seguire Gesù implica rinunciare a se stessi, lasciare che lui decida e diriga, fidarsi davvero di lui, a lui obbedire.
Gesù, Cristo di Dio, chi sei per me? Chi posso io dire che tu sia nella mia vita?
A volte sei amico, a volte consolazione, a volte maestro e consigliere. Tu per me a volte sei sicurezza e tranquillità, altre volte sei quasi opprimente. Tu sei sempre presente, nel bene e nel male: nel mio bene e nel mio male ci sei. Sì, Gesù, ecco soprattutto chi tu sei per me: sei presente, sei compagnia, ci sei. Sei comunione e amore, rimprovero e perdono. Tu sei la mia vita. Amen.
Di PadreFra (del 13/06/2010 @ 07:15:56, in 7 - Tempo Ordinario VI-XVII, linkato 105 volte)
XI dom. Tempo Ordinario – anno C
«Colui al quale si perdona poco,
ama poco» Il solitoperdono Il vangelo insiste assai sul perdono, sull’accoglienza che Gesù riserva al peccatore, ma disdegna al giusto. Seppure il giusto esiste!
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato
La “peccatrice” ha molti peccati, il farisei crede di averne pochi. Ma Gesù sa ben smascherare il suo inganno e dimostrare che anche lui è manchevole dinanzi al Dio della giustizia. Si riteneva giusto, si ritrova manchevole, si scopre amato.
se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano
Dio ci conceda di capire queste parole: se uno si ritiene sufficientemente nel giusto, così vanifica il Cristo e lo esautora dalla sua vita. Se uno si presenta al cospetto di Dio vantando i suoi meriti e sentendosi migliore di altri, Dio ne è disgustato. Quel Dio che ha detto «i peccatori vi passeranno avanti nel Regno dei Cieli». Potessimo apprendere quell’umiltà che fa vedere l’altro superiore a se stesso, allora sapremmo davvero cos’è la fede e ne riceveremmo consolazione vera. Sapessimo davvero stare al cospetto di Dio con la coscienza profonda di chiedere perdono, allora impareremmo ad amare sul serio, e quell’amore tutto nuovo sarebbe la nostra vita. Conosceremmo la verità e la verità ci farebbe liberi.
Gesù, tu hai amato tanto i peccatori, tutti hai accolto, tutti hai giustificato;
a tutti sei venuto incontro, ognuno fai sentire importante per te. Gesù, anch’io voglio sentirmi speciale ai tuoi occhi, anch’io ho bisogno del tuo amore. Ho tanto bisogno di consolazione, di approvazione, di comprensione, vorrei per me il contrario del giudizio, che continuamente sento incombere sulle mie azioni, sulle mie imperfezioni, sul mio essere. Con te non voglio fingere, Gesù amami come sono, perdonami e rendimi come tu mi vuoi. Amen
Di PadreFra (del 06/06/2010 @ 07:26:45, in 6 - Tempo di Pasqua, linkato 85 volte)
Corpus Domini – anno C
Voi stessi date loro da mangiare
Vediamo ancora oggi le folle stanche ed affamate, vediamo le povertà materiali e spirituali, le miserie più grandi delle nostre possibilità. Ci piacerebbe cancellare il male, ma non siamo in grado di rispondere al comando del Signore che ci manda a sfamare i cuori. Ed essendo impossibile salvare gli altri… si pensa a salvare se stessi.
Tutti mangiarono a sazietà
Se sapessimo dare Gesù! Se fossimo noi stessi pieni di fede, per trasmettere fede, non ci sarebbero indigenti, perché non ci sarebbero accumuli. Se condividessimo i nostri cinque pani e due pesci…
Ogni volta che mangiate questo pane…
Fare la comunione è diventare comunione. Non si può partecipare all’eucaristia senza poi donarsi.
La comunione con il tuo corpo non diventi per me giudizio di condanna…
Dio si è umiliato come più non poteva. Fino a farsi mangiare. Ma noi siamo quel che mangiamo, ci trasformiamo in ciò di cui ci nutriamo. Di cosa nutri la tua mente e la tua anima? Non siamo fatti di sani principi assoluti, ma di carne e di presente. Il Signore ci nutre di cibo che dà la vita, il mondo con le sue concupiscenze ci inocula la dolce morte. “Farmaco di immortalità” è detta l’eucaristia.
«Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quel che a mia volta vi ho trasmesso»
L’Eucaristia fa la Chiesa, la Chiesa fa l’Eucaristia. Non si può avere la vita di Cristo se non nel corpo di Cristo. Corpo offeso ed offensivo, purificante e purificando. Peccatore, ma che toglie il peccato del mondo. Amiamo Cristo, amiamo la Chiesa.
Gesù, corpo, sangue, anima e divinità del Figlio di Dio, presenza di vita e d’amore,
...
dammi te stesso, dammi il tuo dono. Sono triste, dammi te stesso. Sono povero, sono affaticato, dammi te stesso. Sono solo, sono inquieto. Dammi te stesso. Sono solo un uomo, sono Figlio di Dio. Dammi la fede, dammi comunione. Amen
Di PadreFra (del 30/05/2010 @ 08:24:51, in Feste e solennitą del tempo ordinario, linkato 59 volte)
SS. Trinità - C - PRIMA COMUNIONE di
![]() Tiago Manuel Almeida Rodrigues
Alberto Barlacchi Rocco Bartolini Francesco Botticelli Liam Byrne Pietro Calamai Neri Capponi Gianluigi Fini Giulio Giunti Ferruccio Coppini Francesco De Renzis Sonnino Francesco Ferragamo Niccolò Monti Sofia Perugi Giovanni Musella Lisandro Novelli Lorenzo Petri Diletta Pobega Margarita Quintero Dimitri Rabatti Bernardo Uberto Stromberg Speranza Martina Tazioli Tommaso Torrigiani Cari, carissimi ragazzi,
ieri siamo venuti via da Vico, ma sono certo che Vico non è venuta via da voi! Il primo
ritiro con Gesù.
![]() Ci tornano in mente i vostri sorrisi, la vostra ricerca di felicità dalla breve strada e dal facile successo. Poi la vita cambia.
Voi però non fatevi cambiare rotta. Avete pregato, professato, espresso propositi di continuare questa strada di felicità. Vi auguriamo lunga strada con Gesù.
Questa è la vostra prima volta, il primo incontro con il corpo e il sangue di Gesù. Non vi rendete conto di quel che ricevete, né io mi rendo conto del valore che vi offro. Supera le capacità della nostra mente. Perché Gesù non si limita alla mente, ma vuole il cuore. E il cuore sa capire, perché il cuore sa amare.
Col pensiero torno allo scorso anno, quando vi ho visto iniziare il catechismo. Vi vedevo così piccoli, e mi dicevo – ve lo confido - «mamma mia, “questi” il prossimo anno già fanno la comunione… come sono bambini!». Non saranno troppo piccoli?
Ebbene, non nego che siate cresciuti. Soprattutto interiormente. Sempre pronti al gioco e alla confusione, ma già più “grandi” e dediti all’ascolto e al gusto del Signore Gesù e delle bellezze del suo vangelo. Eppure… sempre piccoli; quanto siete piccoli! Troppo piccoli, forse, per la prima comunione?
Questo mi dicevo tra me e me, ma poi ho pensato a Gesù, il più piccolo nel regno dei cieli, che è il più grande dei più grandi sulla terra. Gesù si è fatto piccolo, per essere accolto dai piccoli. Credo proprio, anzi, che sarete voi a spiegarlo a noi “grandi”. Voi, con la vostra vita fatta di sorrisi e di pallone, di grida e di spinte, di lacrime e di abbracci di pace. Fateci catechismo, ora voi spiegateci Gesù!
Gesù, sostanza e impronta del Dio vivente, entra con il tuo mistero nel mistero
...
di questi figli di Dio e dona loro te stesso, siano in comunione tutta la vita. Amen
Di PadreFra (del 07/03/2010 @ 08:41:46, in 4 - Tempo di Quaresima, linkato 152 volte)
III domenica di Quaresima – C
Vedremo se porterà frutti
Il nome di Dio? Il suo essere non lo si può conoscere; possiamo però sapere del suo esserci. Risposte sul suo agire, sul suo vincere il male, sul suo disporre della vita e della morte, non sappiamo. Sappiamo però fidarci.Credete d’essere migliori?
Forse non migliori, ma a volte più sfortunati. Più facile lamentarsi che gioire. Eppure, se ci rendessimo conto dei benefici che ogni giorno il buon Dio ci largisce, non basterebbe il tempo per ringraziare. Questo lui ci chiede, nient’altro.
Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive
Se c’è Dio perché il male? Siamo bravi a processare il Padreterno, molto più difficile lasciarci giudicare. E invece il giudizio verrà per noi, non per lui. Non domandiamoci il perché causale, ma il perché finale: a che pro? Gesù risponde: «se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo».
Perché deve sfruttare il terreno?
Cominciamo a valutarci non disgraziati, ma graziati. Quanto riceviamo che non meritiamo? Quanto male facciamo che non ci viene imputato? Allora ecco il segreto di una vita felice: rendimento di grazie e confessione dei peccati. La gioia del Signore sarà la nostra forza.
Gesù, tu sei umiltà, bellezza e sapienza. Io sono orgoglio e peccato ed errore.
Gesù, cosa sarei senza il tuo perdono? Come farei senza l’amicizia di chi mi vuol bene? Aiutami a confessare la tua lode e convertire il mio cuore. Amen.
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A mensa del Potente
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Maria raggiunge in anticipo la gloria riservata a noi tutti. In lei, umile serva del Signore, vediamo il percorso e senso della nostra esistenza. Siamo destinati alla vita senza fine e senza male nel Regno dei figli di Dio. Realtà troppo grande per i nostri giorni!
Fondamento della speranza
Come dar torto a Marta? Le cose da fare sono tante e tanto pesanti. Son tutti bravi a fare come Maria, ma poi chi porterà avanti il mondo?
Rallegratevi piuttosto perché …
Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino
Dio è l’onnipotente, può tutto. Come mostra massimamente questa sua potenza infinita? Non come ci aspetteremmo noi: non cancellando il male da questa vita bensì usandolo per un bene maggiore. Potremmo non condividere, potremmo preferire di non conoscere il male, ma a pensarci bene la vera onnipotenza e questa: trarre il bene anche dal male.

La Prima Comunione a Santa Felicita

Il nome di Dio? Il suo essere non lo si può conoscere; possiamo però sapere del suo esserci. Risposte sul suo agire, sul suo vincere il male, sul suo disporre della vita e della morte, non sappiamo. Sappiamo però fidarci.