Frati agostiniani di S. Spirito e S. Felicita FIRENZE

 
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 Consegna degli stemmi agostiniani... di PadreFra
Nessuna amicizia è fedele se non in Cristo. In lui solo essa può essere felice ed eterna

S. Agostino
< febbraio 2012 >
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Materiale



08/02/2012 @ 1.55.00
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SULLA TUA PAROLA: la liturgia commentata

SULLA TUA PAROLA vuole aiutare a riflettere, crescere, vivere sulla base della Parola di Dio. Benvenuto.


Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di PadreFra (del 05/02/2012  - in tempo Ordinario Anno B, letto 35 volte)

 

 

La Comunione a Santa Felicita

5 Febbraio 2012
V Domenica del Tempo Ordinario – Anno B
In Quel Tempo
In un certo senso, il Vangelo di oggi descrive la giornata-tipo di Gesù. E lui trova posto per tutto. Tutto quel che è importante!
«Gesù, uscito dalla sinagoga»
Tempo per la liturgia: Gesù era ebreo. Poteva ben ritenersi superiore alle osservanze, avere un rapporto a tu per tu con Dio, saltare la mediazione sacerdotale:No.
« andò, in compagnia »
Tempo per gli amici. Va in casa delle persone che ha scelto accanto a sé, non le trascura. Forse anche perché non ha una bella casa per sé!
« e gli parlarono di lei: era a letto con la febbre »
Tempo per assistere chi ha bisogno, per donarsi, per fare del bene. Con la capacità di esserci davvero, con tutto se stesso e non distrattamente, con la testa altrove.
« … e la fece alzare prendendola per mano »
Tempo per guarire. Non si tratta di fare magie o giochi illusionistici, non è questione di bravura o di doti speciali. Prendere per mano, rialzare chi non ce la fa, confortare e rassicurare con la presenza. Il miracolo è questo: dare fiducia, dare fede.
Al mattino presto si alzò, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava
Tempo per la preghiera. Senza appunto denigrare l’oservanza del tempio, anzi proprio in continuità, c’è lo slancio della preghiera del cuore. Qui c’è bisogno di determinazione, di strappare il tempo al sonno o ad altri interessi, sennò non si fa.
E andò per tutta la Galilea, predicando
Tempo per predicare, cioè annunciare la verità, con l’esempio della vita e le buone parole. E noi, quante volte, con la bocca e la vita, annunciamo il vuoto, l’effimero. Difficile coltivare discorsi edificanti, comportamenti esemplari, insegnamenti di valore. Rischiamo di vivere al ribasso, nel passatempo. E la verità non ci sostiene.
Gesù, tu sei colui che è sempre, nel tempo e nell’eternità. Dammi tempo da vivere.
Dammi di trovare tempo, e dammi il tempo di trovare Te. Dammi di vivere bene
ogni attimo che la tua bontà mi dona. Dammi di fare della mia vita una lode.
Gesù che sei sempre presente, donami d’esser presente a me e al prossimo
per poter vivere il mio tempo come vuoi tu, come vivresti tu, come dici tu. Amen


...

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Di PadreFra (del 01/02/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 35 volte)

Colore liturgico: rosso LETTURE: 2 Sam 18,9-10.14.24-25.30 - 19; Sal 85; Mc 5, 21-43.

Fanciulla, io ti dico, àlzati

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 31/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 29 volte)

 LETTURE: 2 Sam 15, 13-14. 30; 16, 5-13; Sal 9; Mc 5, 1-20.

Gesù e gli spiriti immondi

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 31/01/2012  - in memorie di santi, letto 29 volte)

31 Gennaio 
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    San Giovanni Bosco
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Di PadreFra (del 29/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno B, letto 36 volte)

La Comunione a Santa Felicita


29 Gennaio 2012
IV Domenica del Tempo Ordinario – Anno B
«Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?»
Nel Vangelo di oggi, il diavolo parla a nome nostro: «Gesù, che vuoi da me?». Come dire, io voglio star tranquillo. Posso anche essere disponibile, se mi chiedi poco, se poi mi lasci in pace. I tuoi servigi mi aggradano, ma se non sono troppo costosi.  
Sei venuto a rovinarci?
No, questo non lo pensiamo di certo: Gesù vuole salvarci. Ma siamo sicuri che quella vocina tentatoria non parli anche in noi? Che non vediamo Gesù come un Moloc che vuol prendersi la nostra libertà e le nostre risorse? No, scagioniamo Gesù, lui è buono. Ma la chiesa… quella sì che a volte sembra volerci rovinare!
Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro
fratelli e gli porrò in bocca le mie parole
Il popolo temeva di avvicinarsi a Dio e chiese un mediatore. Il profeta promesso da Dio è Gesù: in lui non abbiamo paura di Dio. Egli solo ha parole di vita eterna. E ci chiama a seguirlo. Cosa vuole da noi? Il nostro bene. Purtroppo tante voci di falsi profeti ingannano, ed è difficile smascherarle. La Chiesa è la presenza viva di Gesù oggi, è la garanzia della comunione nella verità.
Per il vostro bene: non per gettarvi un laccio
Seguire Gesù nella comunione della Chiesa è la via sicura. Tra le tante voci ingannevoli, abbiamo una rassicurante certezza. L’unica preoccupazione sarà di non preoccuparsi d’altro, di non disperdersi. Di mantenere una “verginità del cuore” senza contaminarsi in troppe strade. Gesù scaccerà via da te ogni male, se lo lascerai fare in te, se ti fiderai di lui solo.
Gesù, tu hai parole di vita eterna. Tu vuoi il mio bene, io non sempre. Aiutami tu a volermi bene.
Dammi di imitare tuoi maestri che pensano a me
e non i falsi imitatori che pensano a sé.
Gesù, insegnami a seguirti, dammi il coraggio
di lasciare quel che mi tiene legato e abbracciare l’autorità della tua fede che mi libera e mi dà pace.
Fammi gustare e testimoniare il tuo amore Amen
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Di PadreFra (del 27/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 45 volte)

Che ti perdi!

Colore liturgico: verde LETTURE: 2 Sam 11,1-4.5-10.13-17; Sal 50; Mc 4, 26-34.

L'uomo getta il seme e dorme; e il seme cresce, senza che lui sappia come. 

Delle parabole di Gesù stupisce proprio questo suo parlare in parabole, che vuol dire distinguere nettamente un pubblico e un privato. «In privato spiegava ogni cosa» mentre fuori parlava in mniera oscura, velata, tale che sia difficile afferrare il senso.

Evidentemente Gesù chiede una frequentazione "privata" con lui, una relazione vera e non un rapporto formale. La parola si rivela solo a chi l'ama, come una bella donna pudica che non si mostra a tutti e non a tutti si concede, ma solo a chi dimostra di volerla per tutta la vita!

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 26/01/2012  - in memorie di santi, letto 43 volte)

26 Gennaio


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    Santi Timoteo e Tito
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Di PadreFra (del 25/01/2012  - in Solennità e Feste, letto 45 volte)

Fedecrazia

«Io perseguitavo a morte questa Via» perché eri malato e non lo sapevi, anzi combattevi il medico. La tua malattia, carissimo e santissimo Paolo, era «l'osservanza scrupolosa della legge dei Padri». Gesù ci ha liberato dallo sforzo e dalla gara alla conquista della propria sufficienza, siamo liberati dall'"ora dipende tutto da te". No, ora sono libero perché la mia vita, la mia riuscita, non dipende tutta da me. Posso sbagliare e non perdere il treno, posso trovarmi imperfetto e non essere scavalcato da altri più bravi di me, c'è posto anche per me.

E tu, Paolo, avresti ben potuto puntare a quell'altra "giustizia" fatta di osservanza, fatta di "buoni e cattivi dcritti alla lavagna" perché tu eri tra i buoni, tra i più bravi di tutti, ma vedevi l'insufficienza degli altri e ti interrogavi, e hai trovato la soluzione alla vita: nel Battesimo siamo amati perché figli e non perché meritevoli. Non più meritocrazia, ma il merito è data dalla fede. Che bello, grazie Paolo: tu lo hai capito così bene da trasmettercelo in modo che lo capissimo. Potessimo ricordarlo ogni giorno di più e convertirci, cadere anche noi.
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    CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO
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Di PadreFra (del 24/01/2012  - in memorie di santi, letto 19 volte)

24 Gennaio 2011
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    San Francesco di Sales
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Di PadreFra (del 24/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 20 volte)

Sta' seduto e fa'

Colore liturgico: verde LETTURE: 2 Sam 6, 12-15. 17-19; Sal 23; Mc 3, 31-35.

Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella o madre

Chi è fratello e sorella? È chi è stato generato dagli stessi genitori. Dunque, chi fa la volontàdi Dio diviene figlio di Dio. Incredibile: l'obbedienza ci dona una figliolanza nuova, mentre evidentemente il decidere per sé solo conduce a perdere lo status di figli di Dio, ci pone fuori della famiglia divina. Fidarsi di Dio ci rende figli, fare di testa nostra ci rende estranei.

Molto spesso sembra che il difficile sia conoscere questa benedetta volontà di Dio: cosa Dio vorrà da me?

Ecco che nel vangelo di oggi Gesù non parla solo di volontà ma anche, e ancor prima, parla di ascolto. Gesù indica la folla seduta ad ascoltarlo, che per questo stare ad ascoltare è passata avanti a sua madre e ai suoi fratelli di sangue. Quale sarà la volontà di Dio su di me? Non lo sai? Allora fermati e ascoltalo, siediti ai suoi piedi, non scappar via preso da qualcos altro da fare. Se non conosci quel che devi fare, cosa vai a fare? Fermati, siedi e ascolta. Poi farai. Sedersi ai piedi di Gesù è la prima cosa da fare, è la prima attività, è l'azione più produttiva che ci sia!

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 23/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 46 volte)

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: 2 Sam 5, 1-7. 10; Sal 88; Mc 3, 22-30.

Il Male non entrerà qui.

Davide muove guerra ai Gebusei e vince. Poteva vincere o perdere, ma certamente è guerra. Davide non può scacciare i Gebusei se è il loro capo. Così è tra bene e male. Non ci può essere accordo, confusione, commistione. Un principio chiaro, banale, che spesso non teniamo presente. Così Gesù viene accusato di agire con e per lo Spirito del male e questa è bestemmia contro lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo è spirito di unità. Spirito di comunione. Non può mettere l'uno contro l'altro: questo lo fa lo spirito del male. Pensiamo a noi: una famiglia non può reggersi se in essa l'uno è contro l'altro. Non possiamo vivere lo Spirito se siamo divisi. Un principio chiaro, banale, che spesso non teniamo presente.

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 22/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno B, letto 51 volte)

La Comunione a Santa Felicita
 

22 Gennaio 2012

III Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

« E sùbito li chiamò »

Gesù non indugia, non fa perder tempo. Tanti elementi del nostro viver sono caratterizzati dalla scarsità di chiarezza e giocano sull’ambiguità. La Parola di Dio no, non fa confusione.

Dio vide le loro opere

Il profeta minaccia la distruzione di Ninive, ma Dio vide in loro opere di conversione. Dio insegna amore, comanda amore, ci abilita all’amore operoso. Possiamo sì dubitare se sia meglio pregare o fare un’opera buona (anche se, purtroppo, nel dubbio è quasi sempre la preghiera a perdere) ma non c’è dubbio sulla chiamata a vivere l’amore di Dio e del prossimo. La Parola di Dio è molto chiara!

Passa infatti la figura di questo mondo!

Com’è difficile ricordarcelo! E come potremmo mai riuscirvi senza adunarci alla messa domenicale? Gesù chiama ciascuno di noi; non a trascurare le cose del mondo, tutt’altro. Ci chiama a vivere appieno, cioè non appiattiti sulla realtà presente e contingente. Subito ci chiama ad una vita per sempre, senza attendere che passi l’oggi. Non domani, non quando sistemeremo gli affari, ma subito chiama a salvarci dall’incompiuto.

Il tempo è compiuto; convertitevi e credete nel Vangelo

Subito hai la possibilità di volgere il cuore ad amare, subito puoi seguire Gesù, adesso puoi sentirti già in Paradiso. E se perdi l’oggi non spaventarti: domani verrà e sarà un nuovo oggi, un altro “subito” in cui il Signore ti chiama. Sempre di nuovo.

Gesù, vincitore sul peccato e sulla morte, Gesù che liberi e dài la vita, Parola vera,
guardami tentennare e brancolare tra mille voci accattivanti, guardami cadere.
Guardami passare oltre distrattamente e stancamente, non rinunciare a cercarmi
Gesù, fermami quando ti passo accanto di corsa, chiamami, richiamami a stare.
Fammi accorgere della chiamata e fammi rispondere Sì al tuo volere. Amen

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Di PadreFra (del 21/01/2012  - in memorie di santi, letto 20 volte)

Venerdi 21 Gennaio 2011
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    Sant'Agnese
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Di PadreFra (del 21/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 47 volte)

COMMENTO

Colore liturgico: rosso LETTURE: 2 Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27; Sal 79; Mc 3, 20-21.

Io preparo per voi un Regno, come il Padre lo ha preparato in me

 

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 20/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 47 volte)

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: At 22, 3-16; Sal 116; Mc 16, 15-18.

Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo

Paolo è stato un grande ebreo, di eletta intelligenza e scrupolosa osservanza; tutta la sua vita era rivolta all'obbedienza alla religione anticotestamentaria, tutta la sua fiducia era posta nella legge di vita mosaica.

Ma qualcosa mancava, il cuore non era felice né soddisfatto. Vedeva bene che non poteva trovare altrove quello che cercava e che solo Dio poteva dargli, eppure Dio ancora non gli dava, e rimaneva assetato.

Finché ha incontrato Gesù Cristo. Ecco la risposta, ecco la vita, ecco la gioia. Non l'osservanza della legge, ma la ricezione della grazia. Non lo sforzo personale, ma l'invocazione della misericordia. Non la conquista della propria giustizia, ma il dono della giustificazione dall'alto.

Tutto cambia, questa vita che sembrava condannata all'insoddisfazione si apre a cieli nuovi, questa vita segnata dalla condizione mortale trova l'immortalità della speranza in Colui che è morto ed è risorto per noi. Paolo incontra Gesù Cristo ed è felice. Se ogni giorno lo incontrassimo anche noi, se ogni tanto tornassimo a cadere dai nostri cavalli!

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 19/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 47 volte)

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: 1 Sam 18, 6-9: 19,1-7; Sal 55; Mc 3, 7-12.

Gli spiriti immondi gridano: Tu sei il Figlio di Dio!

Ciò che più ci sorprende in questo vangelo è la professione di fede da parte degli spiriti immondi che affermano correttamente «Tu sei il Figlio di Dio» e Gesù, la cui missione ha lo scopo di rivelarsi Figlio di Dio, che intima loro di tacere. Perché?

Beh, non è semplice incontrare il Dio incarnato, potrebbe generare timore e tremore in una persona qualunque coem possiamo essere ciascuno di noi: non perfetti, neppure tanto santi... sarà contento Dio di me? se lo vedessi a faccia a faccia, mi premierebbe o mi punirebbe?

Se queste domande se le ponesse un ebreo, non si sentirebbe certo tanto tranquillo di incontrare il Figlio di Dio. Un fedele dell'antico testamento, ben cosciente del suo dovere di osservare tutta la legge scritta nella bibbia, con la sua coscienza di essere necessariamente manchevole, preferirebbe rimandare l'incontro. Gli spiriti immondo confessano che GEsù è il Figlio di dio per spaventare la gente; Gesù comanda loro di tacere perché non è così brutalmente che si annuncia la verità. La missione di Gesù è mostrare che Dio è buono, che il suo Figlio è venuto per salvare i peccatori, per dare la sua vita per noi e non è venuto invece per prendersi la nostra vita di peccatori.

Saul è invidioso di Davide perché vorrebbe essere il primo. Gesù che è davvero il primo vuole essere l'ultimo e il servo di tutti, perché ci ama d'amore infinito. Gli spiriti immondi non ti fanno credere al suo amore.

Testo del messale:...

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Di PadreFra (del 18/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 63 volte)

Questa sì che è guerra di religione

Colore liturgico: verde LETTURE: 1 Sam 17, 32-33. 37. 40-51; Sal 143; Mc 3, 1-6.

I farisei e gli erodiani in consiglio per far morie Gesù. 

 Oggi come sempre si parla a sproposito di guerre di religione, quando invece sono sempre guerre di soldi. Le guerre di religione sono le lotte del bene contro il male, le lotte interiori della morale contro il peccato, il combattimento dell'anima fedele contro l'idolatria.

La bibbia raffigura al vivo tale combattimento e oggi leggiamo del gigante arrogante e sprezzante di Dio che muove contro il giovane Davide, sprovveduto ma forte della sua fede. Questa è guerra di religione non perché due religioni si fanno guerra, ma perché una guerra (motivata da ben altri interessi) è valutata con criteri di fede e non umani. In altre parole, perfino una realtà beceramente umana come la guerra non è esule da uno sguardo di fede. Davide vince non perché ha più mezzi o più tecnica bellica, ma perché ha più fede.

Gesù non affronta duelli armati ma lo spirito è il medesimo. Gesù combatte contro le reticenze della nostra incredulità. In nome di Do è lecito fare il bene, oppure Dio sta solo dentro i libretti di preghiere e la vita è un'altra cosa? In nome di Dio si può agire oppure Dio lo si trova a messa ma l'agire è condotto da valutazioni umane perché sennò ti schiacciano? In nome di Dio si può assolutizzare una legge palesemente venefica?

Dio è venuto in Gesù perché abbiamo la vita; la sua legge è legge di vita e non d'osservanza.

Testo del messale:

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Di PadreFra (del 17/01/2012  - in memorie di santi, letto 52 volte)
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Di PadreFra (del 17/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 125 volte)

COMMENTO

Colore liturgico: rosso LETTURE: 1 Sam 16, 1-13; Sal 88; Mc 2, 23-28.

La legge è per l'uomo, e non l'uomo per la legge.

 Potessimo capire sempre meglio questa "legge" di vita che Gesù ci ha comunicato a costo di morirci: la legge è per l'uomo. Noi invece non possiamo fare a meno di contrapporre uomo e legge, l'un contro l'altro.

La legge di Dio è diversa. È legge di vita. La legge di Dio è vocazione, è Dio che ci chiama ad una vita perfetta, realizzata. Anche se sei l'ultimo e stai a pascolare i campi, non considerato dai grandi che fanno le cose grandi, Dio chiama proprio te, dio vuole te e ti affida le regole per vivere bene, per sfamarti anche quando tutto sembra vietarlo. Dio è disposto a darti del suo pur di darti la vita!

Testo del messale:

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Di PadreFra (del 16/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 127 volte)

Gesù non è una pezza

COMMENTO

Colore liturgico: rosso LETTURE: 1 Sam 15, 16-23; Sal 49; Mc 2, 18-22.

 

La vera obbedienza: Saul voleva fare un piacere al Signore ed incorre nella sua ira; Gesù non rispetta la divina tradizione e fa bene. Come la mettiamo?

Ma Saul mente, è evidente al lettore e alla sua coscienza. Gli sembrò un peccato sterminare tanti beni e li rubò. Saul aggiusta a suo tornaconto la legge di Dio. Saul fa il re anche con Dio, perché lo tratta da suo consigliere e si riserva di decidere alla fine come lui crede opportuno.

Gesù fa la volontà di Dio, totale, anche nelle intenzioni, anche laddove la norma letterale sembra dire qualcosa di diverso, Gesù non guarda alla lettera ma allo spirito e compie così la legge. La nostra coscienza sa benissimo quando vogliamo aggiustare la volontà di Dio a nostro vantaggio e quando invece, in buona fede, facciamo quel che vediamo come il meglio agli occhi di DIo.

Oggi come sempre c'è l'idolatria mascherata da «la religione entro i limiti della ragione»; detto in altri termini è la fede finché mi fa comodo. Dio è al di sopra o al di sotto di me?

Testo del messale:

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Di PadreFra (del 15/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno B, letto 54 volte)

 

La comunione a Santa Felicita


 

Seconda Domenica del T.O. – anno B
«  Che cosa cercate ? »
Chiamata a domandare
Gesù chiama, certamente, e solitamente la sua chiamata ci spaventa, ci inquieta, ci insospettisce: “che vorrà da me?” quasi a dire: “Che vorrà togliermi?”. Ebbene, quanto invece dovremmo pregare di saper ricevere e udire e seguire la nostra vocazione!
Quanto bene riceveremmo.
Eppure, forse proprio conoscendoci, Gesù non ci chiama subito a lasciar tutto e seguirlo. La sua prima chiamata è a cercare, cercare con il cuore, cercare con la vita, con l’anima, porsi domande, riconoscere nel cuore un’inquietudine che urla dentro.
Chiamata a provare
Oggi è un continuo blaterare l’im­portanza di fare esperienze, di conoscere, di provare. Purtroppo, quel che sarebbe giusto in teoria non lo si mette in pratica, e specialmente i ragazzi oggi fanno non esperienza ma bombardamento di sensazioni. Provare è scegliere di darsi, mai senza conseguenze. Gesù chiede di provare una giornata con lui. Cambia la vita!
E stettero con lui
Un’esperienza determina uno stare. In un certo senso, non si torna mai indietro da un’esperienza, perché non si torna mai gli stessi, ma migliori o peggiori. Scegli bene cosa sperimentare, perché determinerà cosa essere. Il tuo corpo è tempio. Di chi?
Andrea e Giovanni andarono e rimasero. Rimasero e trovarono. Trovarono e cambiarono. Cerchiamo bene di azzeccare le giuste esperienze, ché la vita scorre.
Gesù, che passi accanto a me, per le strade della mia vita, e ti volti per scorgermi
Gesù che mi cerchi mentre ti cerco e che quando voglio trovarti ti lasci trovare,
Gesù so che dai vita alla mia vita e pace alla mia inquietudine.
So d’aver bisogno di te. Ugualmente so di non cercarti abbastanza,
so di perdermi in tante cose e di trascurare le necessarie, so di trascurarti.
Gesù, vinci la mia debolezza e fammi incontrare la tua forza di vivere. Amen

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Di PadreFra (del 14/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno B, letto 122 volte)

COMMENTO

Colore liturgico: verde LETTURE: 1 Sam 9, 1-4.10.17-19: 10,1; Sal 20; Mc 2, 13-17.

Non per i giusti, ma per i peccatori

Gesù chiama Matteo, che non era considerato gran ché, anzi. Ne fa un grande santo. C'è posto allora anche per me e per te!

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Di PadreFra (del 13/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 89 volte)

Un Re non invidiabile

Colore liturgico: verde Padre Francesco Maria Giuliani, agostiniano, commenta le LETTURE: 1 Sam 8, 4-7. 10-22; Sal 88; Mc 2, 1-12.

Il potere sulla terra di rimettere i peccati.

«Vogliamo un re che ci governi. Saremo come tutti i popoli». Dicono così gli israeliti a Samuele, rifiutando il Signore. Sarà pure ingiusto, prendeà per sé, ma si assumerà il governo e la giustizia. Gli israeliti invidiano gli altri popoli e non vedono la loro unicità. Quante volte anche noi non vediamo le nostre ricchezze e guardiamo con invidia l'erba del vicino.

Gesù fa tutt'altro. Non soddisfa l'invidia del suo popolo verso le alre nazioni, non è il re che tutti volevano, ma si dimostra il re che tutti vorrebbero. «Non abbiamo mai visto nulla di simile» dicono al vedere uno che sa dare il perdono. Altro che voler essere come tutti gli altri, Gesù fa essere come nessun altro. Ma proprio per questo risulta difficile accettarlo ed apprezzarlo, proprio per questo è rifiutato anche e soprattutto nei centri di potere e di cultura laica. Perché abbiamo la tentazione di essere come tutti gli altri, abbiamo timore ad essere più di tutti. Preferiamo tenerci i nostri peccati e sopportare quelli degli altri, anche di chi ci governa, piuttosto che farci governare dalla legge divina. Per questo non ci rialziamo dal nostro lettuccio e rimaniamo paralizzati, bloccati nei nostri problemi.

Rialziamoci, ritroviamo oggi la speranza di appartenere ad un governatore diverso, perfetto, che mi dice «i tuoi peccati sono perdonati, va in pace». E se conoscessi davvero i miei peccati, capirei la grandezza del dono che lui mi fa: non s'è mai visto nulla di simile!

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Di PadreFra (del 12/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 133 volte)

Gesù medico, Gesù medicina

Colore liturgico: bianco LETTURE: 1 Sam 4, 1-11; Sal 43; Mc 1, 40-45.

Se vuoi, puoi guarirmi

La prima lettura di oggi è straordinaria per quanto prende sul serio il Signore, contro le nostre aspettative. Dio non è un feticcio né una superstizione; non basta aver Dio dalla propria parte per risultare umanamente vincitori. agli occhi dei nemici così Dio appare perdente eppure nella dinamica della croce costruisce la sua vittoria.

Dio non è una vittoria, non è un fatto andato a buon fine. Forse è questo che Gesù chiedeva al lebbroso: guarda di non rivelare "il fatto" che invece questi divulgò per tutta la regione. Gesù non è il trucco per riuscire nei nostri intenti e non va cercato per esaudire le nostre voglie, piuttosto se ne va in luoghi deserti. Invece, Gesù è la persona che ci dà la salvezza e va cercato per se stesso. Questo distingue la superstizione, che è ricerca di un mezzo per riuscire ad avere quel che dico io, dalla fede, che è affidamento alla persona giusta per riuscire ad essere quel che vuole lui, per il mio bene.

Testo del messale:

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Di PadreFra (del 11/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 157 volte)

Il vero sollievo

Colore liturgico: verde LETTURE: 1 Sam 3, 1-10. 19-20; Sal 39; Mc 1, 29-39.

Gesù risolleva.

«La prese per mano e la sollevò». Una frase che colpisce e fa capire la grandezza del Salvatore, che racchiude in sé le due caratteristiche apparentemente inconciliabili che tutti desideriamo in un leader.

Gesù prese la suocera di Pietro per mano. Un gesto di grande tenerezza, compassione, empatia. gesù condivide e si immedesima nei nostri dolori, nelle nostre fatiche, non è a noi estraneo, non fa il distaccato superiore.

Ma, pure, Gesù la sollevò. Il suo calarsi a noi, il suo spogliarsi della divinità per condividere tutto della nostra condizione umana più bella, il suo compatire non toglie nulla al suo essere Signore. Non è solo uno che comprende e vive con noi le nostre difficoltà; egli pure le sa guarire, le sa vincere. Sa essere il condottiero vittorioso senza per questo essere arrogante. Compassione e forza, tenerezza e potenza. Gesù è il capo perfetto!

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Di PadreFra (del 10/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 213 volte)

Un maestro non ripetitivo

Colore liturgico: bianco LETTURE: 1 Sam 1, 9-20; 1 Sam 2; Mc 1, 21-28.

Una dottrina nuova insegnata con autorità. 

Gli ascoltatori di Gesù rimanevano stupiti del suo insegnamento. Abituati agli scribi, certamente dotti, che evidentemente facevano discorsoni con paroloni, stavolta ascoltano una dottrina efficace, penetrante, forse inquietante. Spesso ci si ubriaca di belle parole, si smuove il mondo per non smuovere i cuori e lasciarsi dire Bravo! Gesù mirava al cuore dell'uomo, smuoveva a conversione dal torpore in cui la vita quotidiana ci spinge. Gesù insegnava cn autorità, non con le citazioni ma con la forza dello Spirito che parlava in lui come parla in noi. Anche noi non andiamo in cerca di novità discorsive, di bei concetti nei quali i nostri demoni sguazzano placidamente, ma andiamo a cercare la ruvidezza della verità che converte laddove abbiamo bisogno di cambiare. Chiamiamo le cose con il loro nome, e scacceremo anche noi le nostre negatività interne.

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Di padrefra (del 09/01/2012  - in Tempo Ordinario Anno II, letto 772 volte)

Lunedi 11 Gennaio

(Le Letture sottoriportate sono tratte dal Nuovo Lezionario)
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Di Admin (del 08/01/2012  - in Tempo di Natale, letto 61 volte)

 

 

   La Comunione

a Santa Felicita

 

11 Dicembre 2011

 III domenica d’Avvento “GAUDETE” – anno B 

Degno di fede è colui che vi chiama

«GIOITE!» è forse un comandamento nuovo? O piuttosto un’esorta­zione… ma come si fa? Si può star su da soli? Come darsi la gioia? No, è come il coraggio abbondiano! Allora?

Il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore

La madonna ci insegna il segreto della gioia: scoprire “il mio salvatore”. Non possiamo salvarci tirandoci su per i tiranti degli stivali, ci vuole qualcuno che dall’esterno ci aiuti. O no? Questo il punto cruciale: sei autosufficiente? E se qualcosa ti manca, chi saprà dartela?

« In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete»

Giovanni annuncia il Mistero: Gesù è vicino, ma facciamo fatica a conoscerlo. Egli è in grado di comunicarci la vera gioia, egli è tutto per noi. E non lo conosciamo.

«Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri»

Gesù è l’inviato dal Signore Dio, è il tramite della gioia divina. Preannunciato da Giovanni, ci chiede di raddrizzare le nostre vie laddove sono tortuose. Laddove i nostri pensieri sono intricati e disturbati, laddove il cuore non è libero né leggero, laddove le giornate risultano pesanti e la vita difficile da portare avanti, è segno che c’è da raddrizzare i sentieri per i quali verrà il Signore a trovarci.

Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie

Questa è la volontà di Dio, questo dobbiamo sforzarci di fare. Forse è una catena consequenziale: per stare sempre lieti si deve sempre essere in atteggiamento di preghiera, per pregare sempre si deve riuscire a rendere grazie di tutto. «È veramente cosa buona e giusta, rendere grazie sempre e in ogni luogo» cioè in ogni condizione. Grazie, Gesù, perché sei degno di fede e mantieni con me la promessa.

Gesù, Signore e salvatore, tu hai in mano i segreti dei cuori e i desideri degli animi
Tu, Signore Gesù, sai di cosa abbiamo davvero bisogno e tu solo sai darcelo. Dacci Te stesso; Vieni Signore Gesù, fa’ che impariamo ad ascoltarti e seguirti. Amen

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Di PadreFra (del 06/01/2012  - in Tempo di Natale, letto 613 volte)
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La comunione a Santa Felicita 
Epifania del Signore
« Guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore »
Apparenza
Nel mondo dell’appa­rire, paradossalmente ed ipocritamente denigriamo l’apparenza ed esaltiamo la verità: in televisione si richiede d’essere se stessi, è maestro chi sa vivere e dare forti emozioni, è fuori dal gioco chi non è bravo ad illudere d’esser veritiero!
Manifestazione
Gesù viene in forma umana, nasce alla nostra stessa vita. Il mistero celebrato a Natale. Ma se nessuno se ne fosse accorto? Se la sua realtà profonda, intima fosse rimasta celata ai più, camuffata dentro una mangiatoia? Se non avessimo potuto noi vedere la sua gloria, quale beneficio ci avrebbe raggiunto? Avremmo avuto la salvezza, ma non la consapevolezza di essa. Non l’apparenza, ma la conoscenza era necessaria. La manifestazione del mistero.
Abbiamo visto e siamo venuti per adorarlo
Ecco, l’epifania è la festa della conoscenza della realtà del Natale. Dio non solo ci dona la salvezza, ma ci partecipa della conoscenza della salvezza. Non siamo ignari, ma coscienti che la vita nostra è suo dono, dono che si rinnova ogni giorno, dono cui ogni giorno abbiamo il privilegio (spesso trascurato) di poter tornare!
Gesù Salvatore, tu vuoi che tutti gli uomini siano salvi, ma a noi cristiani
hai voluto concedere il privilegio di conoscerti. Fa’ che comprendiamo
quale grazia è poterti invocare, quale dignità saperti adorare,
quale privilegio essere da te eletti e guidati e poter seguire la tua stella…
fa’ che non la perdiamo di vista nei meandri delle nostre giornate.
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Di PadreFra (del 05/01/2012  - in Tempo di Natale, letto 131 volte)

Ti capisco... e ti salvo

Colore liturgico: bianco LETTURE: 1 Gv 3, 11-21; Sal 99; Gv 1, 43-51

«Ti ho visto sotto il fico» cioè nella tua personalità, nella tua anima, nella tua intimità. Ti ho letto nel cuore e ho visto chi sei. Non sei perfetto, non pieno di chissà quali qualità strabilianti, non geniale. Ma sei sincero e questa è la qualità più bella. E Natanaele, sospettoso e critico soprattutto con se stesso, si scioglie ai piedi di Gesù che è riuscito a far breccia nella durezza della sua insicurezza. Si sente capito. Ciò che oggi è sempre più difficile. Ma non basta, vedrai cose maggiori di questa: non solo capito, non basta all'animo umano essere compreso. Ti sentirai salvato!

(Le Letture sottoriportate sono tratte dal Nuovo Lezionario)
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