|
L'amicizia non è vera se non sei tu, Signore, a cementarla tra coloro che aderiscono a te, con la carità dello Spirito Santo, che hai effuso nei nostri cuori S. Agostino Confessioni
|
Cerca in santafelicita.itArgomenti
Attività (49)
Battesimi (9) Benedizioni (4) canto e liturgia (4) Caritas (14) Catechesi degli adulti (23) Catechismo dei ragazzi (48) Celebrazioni (29) Consiglio Pastorale (16) Cultura (24) download (3) famiglie (2) Fede e cultura in dialogo (9) Firenze Città e Diocesi (5) Frati Agostiniani (4) Giovani (36) Matrimoni (24) ORARI (2) Orari della Chiesa (1) Pensieri (1) Preghiera (19) preghiere (7) Quaresima (1) Sant'Agostino e Santi (5) Tempo di Avvento e Natale (3) TagCloudQuesti sono i temi più trattati nel Blog (lista completa)
adulti
agostino
amore
arte
attività
avvento
battesimo
bellezza
benedizioni
beneficenza
bibbia
calendario
campo
carità
caritas
catechesi
catechismo
cattedrale
celebrazione
celebrazioni
cena
ceneri
chierichetti
chiesa
comunione
concerto
consiglio pastorale
coro
corso
corso biblico
cresima
cultura
dialoghi in capitolo
dialogo
diocesi
don mino
famiglie
fede
festa
fidanzati
fiera
film
firenze
formazione
genitori
giovani
gita
incontri
investitura
istruttoria
libertà
liturgia
maria
matrimonio
mercatino
mercoledì
messa
morale
natale
novena
orari
orario
palme
parroco
pasqua
pastorale
pellegrinaggio
pesca
poveri
preghiera
processione
programma
programmazione
pscologia
quaresima
ragazzi
ritiro
riunione
sacramenti
sacramento
san paolo
santo spirito
storia
unzione
vicariato
vicoferaldi
volontariato
Trovati 81 Albums
Fotografie
Arte Cultura (1)
Arte liturgica (4) Firenze (1) generiche (1) Parrocchia (3) Santa Felicita (6) Santo Spirito (2) SF sacrestia (2) Le fotografie più cliccate
ArticoliArticoli in archivio: Novembre 2007 Dicembre 2007 Gennaio 2008 Febbraio 2008 Marzo 2008 Aprile 2008 Maggio 2008 Giugno 2008 Luglio 2008 Agosto 2008 Settembre 2008 Ottobre 2008 Novembre 2008 Dicembre 2008 Gennaio 2009 Febbraio 2009 Marzo 2009 Aprile 2009 Maggio 2009 Giugno 2009 Luglio 2009 Agosto 2009 Settembre 2009 Ottobre 2009 Novembre 2009 Dicembre 2009 Gennaio 2010 Febbraio 2010 Marzo 2010 Aprile 2010 Maggio 2010 Giugno 2010 Luglio 2010 Agosto 2010 Settembre 2010 Ottobre 2010 Novembre 2010 Dicembre 2010 Gennaio 2011 Febbraio 2011 Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011 Giugno 2011 Luglio 2011 Agosto 2011 Settembre 2011 Ottobre 2011 Novembre 2011 Dicembre 2011 Gennaio 2012 Febbraio 2012 Marzo 2012 Aprile 2012 Maggio 2012 Gli interventi più cliccati
Ultimi commenti ricevuti: La cena è al complet... 17/11/2010 alle 19:45:52 Di Anonimo Sì, è meglio sapere ... 24/10/2010 alle 23:15:47 Di P.Fra salve,volevo sapere ... 22/10/2010 alle 20:21:56 Di Luciana
Ci sono 58 persone collegate
|
Home Page : Articolo
->
La nuova evangelizzazione
Di P.F.M. appuntamento il 19/01/2012 alle 21:00, sezione: Consiglio pastorale, letto 283 volte.
La prossima riunione del Consiglio Pastorale si occuperà, oltre che dell'ordinario andamento parrocchiale, dello studio dei lineamenta del sinodo dei vescovi, al quale parteciperà il nostro neo-eletto cardinal Betori. Riportiamo il testo dei Lineamenta
La Nuova evangelizzazione
per la trasmissione della fede cristiana
Lineamenta
Per accostarci con frutto a questo documento che sapientemente ci introduce nelle problematiche del prossimo Sinodo possiamo individuare fondamentalmente quattro chiavi di lettura:
1) Nuova evangelizzazione come problema ecclesiologico
2) Nuova evangelizzazione e dimensione missionaria della Chiesa
3) Nuova evangelizzazione e nuove modalità dell'Iniziazione cristiana
4) Nuova evangelizzazione nel quadro dell’attuale emergenza educativa
Nuova evangelizzazione come problema ecclesiologico
La nuova evangelizzazione esige, prima di tutto, “modi nuovi di essere Chiesa”.
“Come affermava Papa Giovanni Paolo II, “nuova evangelizzazione” vuol dire rifare il tessuto cristiano della società umana, rifacendo il tessuto delle stesse comunità cristiane [28]; vuol dire aiutare la Chiesa a continuare ad essere presente «in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie» [29], per animarne la vita e indirizzarla al Regno che viene”.(n.9)
La nuova evangelizzazione prima di essere un problema “ad extra” è un impegno “ad intra”. “Evangelizzatrice, la Chiesa comincia con l'evangelizzare se stessa”. (EN n. 15)
Porsi il problema della nuova evangelizzazione vuol dire prima di tutto interrogarsi “sulla qualità della nostra fede, sul nostro modo di sentirci e di essere cristiani”(n.2)
Interrogarci su come annunciare agli uomini del nostro tempo il Vangelo “deve divenire una domanda della Chiesa su di sé. Questo consente di impostare il problema in maniera non estrinseca, ma corretta, poiché pone in causa la Chiesa tutta nel suo essere e nel suo vivere. E forse così si può anche cogliere il fatto che il problema dell’infecondità dell’evangelizzazione oggi, della catechesi nei tempi moderni, è un problema ecclesiologico, che riguarda la capacità o meno della Chiesa di configurarsi come reale comunità, come vera fraternità, come corpo e non come macchina o azienda”. (ivi) La nuova evangelizzazione è quindi “un’azione che chiede anzitutto un processo di discernimento circa lo stato di salute del cristianesimo”. (n. 5)I cambiamenti del momento storico in cui viviamo “obbligano la Chiesa ad interrogarsi in modo nuovo sul senso delle sue azioni di annuncio e di trasmissione della fede”(n. 3).
Come ci ricorda Papa Paolo VI: «Evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa. Evangelizzare è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare» [8]. Al tempo stesso, però, è importante che la Chiesa stessa si riconosca “frutto di questa evangelizzazione” (n.3) Essa deve “riconoscere questa dimensione di ascolto e di discepolato iscritta nell’opera di evangelizzazione”; essa “sa che la regia dell’azione di evangelizzazione è dello Spirito Santo”. (n. 3)
Questa, fra le quattro, è la prima ed essenziale chiave di lettura del documento. L'evangelizzazione non è un'operazione pubblicitaria e, tanto meno, un'azione di conquista. L'evangelizzazione nasce da una Chiesa, affascinata, travolta dalla Bellezza di una inaudita Novità, di un affascinante Mistero che rende umana, vera e ragionevole l'esistenza dell'uomo. Non si può trasmettere agli altri la Buona Notizia se prima questa Buona Notizia non ha raggiunto e colpito noi. La Nuova Evangelizzazione costringe prima di tutto noi a chiederci: Che cosa vuol dire essere Chiesa?
La nuova evangelizzazione di fronte alle sfide del mondo contemporaneo
“L’essere cristiano e la Chiesa sono missionari o non sono. Chi ama la propria fede si preoccuperà anche di testimoniarla e portarla ad altri e permettere ad altri di parteciparvi. La mancanza di zelo missionario è mancanza di zelo per la fede. Al contrario, la fede si irrobustisce trasmettendola”. (n.10)
La nuova evangelizzazione esige dalla Chiesa prima di tutto questo spirito missionario. In virtù di questa essenziale vocazione missionaria essa è chiamata ad accogliere le sfide della cultura e della società contemporanea. In particolare essa deve misurarsi con alcuni nuovi scenari richiamati dal documento:
Scenario culturale, segnato dalla secolarizzazione. Uno scenario caratterizzato, almeno da noi, meno da ostilità e aggressività, anche se non mancano segni in questa direzione, ma molto di più dall'indifferenza, dal relativismo, dall'individualismo, dal consumismo, dall'edonismo, da un vago spiritualismo. In altre regioni non mancano forme religiose che sfociano addirittura nel fondamentalismo o, peggio ancora, nel terrorismo.
Scenario migratorio, caratterizzato da “un clima di estrema fluidità e “liquidità” dentro il quale c’è sempre meno spazio per le grandi tradizioni, comprese quelle religiose”. (n.6) E' un aspetto rilevante del fenomeno della globalizzazione che comporta aspetti positivi, ma anche problematici che interrogano la nostra responsabilità di cristiani.
Scenario della cultura mass-mediale che comporta indubbi benefici sul piano delle conoscenze, della solidarietà, del progresso, del dialogo, ma che è anchesegnato dal prevalere della dimensione emotiva che spesso sfocia nell'alienazione e favorisce la cultura dell'effimero, dell'immediato, dell'apparenza (n. 7)
Scenario economico caratterizzato da “crescenti squilibri tra Nord e Sud del mondo nell’accesso e nella distribuzione delle risorse come anche nel danno al creato”. (n.6)
Scenario scientifico-tecnologico che attribuisce alla dimensione tecnico-scientifica, quasi nuova forma di gnosi, il ruolo di una nuova religione, per cui tecnica e scienza diventano oggetto di una vera e propria idolatria.
Scenario politico, radicalmente cambiato negli ultimi decenni, che apre nuovi orizzonti di libertà, di collaborazione e di solidarietà, ma che, al tempo stesso, prospetta anche nuovi pericoli, nuovi problemi a livello economico, sociale, ecologico ecc.
In questo quadro, nuova evangelizzazione vuol dire portare la domanda su Dio all'interno di queste problematiche e di questi scenari, portare la speranza del Vangelo dentro questi nuovi contesti senza paura, affrontando anche le forme più aggressive di secolarizzazione o di ateismo.
Sgombrato il terreno da certi pregiudizi o paure, secondo cui la nuova evangelizzazione potrebbe diventare strumento di proselitismo o di volontà di persuasione, il S. Padre introduce la metafora del “cortile dei gentili”, un luogo che vuol essere al tempo stesso rispettoso della posizione di chi non crede, ma anche accogliente nei confronti delle domande e delle inquietudini che egli si porta dentro.
“Io penso, dice il Papa, che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di “cortile dei gentili” dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l’accesso al suo mistero, al cui servizio sta la vita interna della Chiesa» [18].
Ma una nuova evangelizzazione si impone anche per quei paesi in cui “molti che hanno ricevuto il battesimo vivono completamente al di fuori della vita cristiana”, dove “sempre più persone conservano sì qualche legame con la fede ma ne conoscono poco e male i fondamenti. È tempo di nuova evangelizzazione per quell’occidente in cui «interi paesi e nazioni, dove la religione e la vita cristiana erano un tempo quanto mai fiorenti e capaci di dar origine a comunità di fede viva e operosa, sono ora messi a dura prova, e talvolta sono persino radicalmente trasformati, dal continuo diffondersi dell’indifferentismo, del secolarismo e dell’ateismo”. [30].(n. 9)
La nuova evangelizzazione, particolarmente nel nostro mondo, ci spinge a scoprire la domanda implicita, inespressa, di significato e di speranza che si nasconde spesso dietro l'atteggiamento indifferente, scettico o addirittura ostile, dell'uomo contemporaneo. Anche a questa domanda deve rispondere la nuova evangelizzazione.
La nuova evangelizzazione e le nuove modalità dell’Iniziazione cristiana
Trasmettere il Vangelo vuol dire trasmettere, non una dottrina e nemmeno un'etica, ma l'esperienza di un Incontro con una Persona viva, Gesù. Trasmettere la fede vuol dire creare le condizioni perché avvenga l’incontro fra gli uomini e Gesù Cristo. La trasmissione della fede passa attraverso la Parola che illumina tutti gli ambienti e le dimensioni della vita umana (n. 13), passa attraverso parole e comportamenti, attraverso “la proclamazione fatta in forma generale del vangelo” e quella del rapporto da persona a persona. (n. 16) L'incontro con Gesù diventa così esperienza di una fede pensata, celebrata, vissuta, pregata e quindi non può non inserire nella vita della Chiesa. (n.11) La trasmissione della fede non è un compito riservato agli “specialisti”, ma è di ogni cristiano che vive l’unità fra fede e vita. Ciò esige comunità cristiane che siano capaci di impregnare di Vangelo tutto l’ordine temporale rinnovando le culture, comunità capaci di carità, di testimonianza, di annuncio, di celebrazione, di ascolto, di condivisione. (n.12)
Strumento imprescindibile di un’efficace pedagogia della fede è l’inculturazione che, per natura sua, esige pluralismo di metodi ma, come criterio di verifica, la fedeltà a Dio e la fedeltà all’uomo (n.14) In particolare, i “lineamenta” richiamano l'importanza di due strumenti: catechesi e catecumenato. La pedagogia della fede implica una dilatazione del concetto di catechesi che finisce per indicare la trasmissione della fede. La catechesi di iniziazione supera, includendolo, il mero insegnamento ed è formazione per la vita e inserimento nella comunità cristiana. Questo tipo di catechesi propria del catecumenato degli adulti “deve ispirare le altre forme di catechesi”. (58) (n. 14) Per questo si parla anche di un nuovo modello: il catecumenato post-battesimale.
“Il catecumenato, dice il documento, ci viene così consegnato come il modello che la Chiesa ha recentemente assunto per dare forma ai suoi processi di trasmissione della fede”. (n.14)
Battesimo, Cresima ed Eucaristia non sono da considerarsi tre sacramenti separati, ma tappe di un cammino di generazione alla vita cristiana adulta. Il modello è l’IC dell’adulto. Si è assunta la struttura del catecumenato, con l’intento di coinvolgere di più i genitori e le comunità, e di valorizzare maggiormente il tempo della mistagogia. In questo contesto si colloca anche la questione dell’ordine dei sacramenti, in particolare per quanto riguarda il sacramento della confermazione, che non è una questione semplicemente ritualistica, ma di autentica e corretta iniziazione alla pienezza della vita cristiana. Tale problema, che rimane tuttora aperto, va affrontato non con l’ermeneutica della frattura, ma con quella della continuità. Bisogna evitare concezioni troppo rigide che hanno portato, da una parte a considerare “inderogabile l'abbandono della pratica del battesimo dei bambini”,(n.18) e dall’altra a un immobilismo, refrattario a qualunque innovazione.
Nel campo della trasmissione della fede, accanto a esperienze lodevoli di cui dobbiamo essere grati, siamo invitati, però, ad affrontare anche alcune sfide che ci interpellano profondamente: la scarsità dei presbiteri, la debolezza delle famiglie, la poca condivisione che rende debole l’influenza della comunità, i catechisti che spesso sono soli e schiacciati dal loro compito. Bisogna tener conto, infine, che primo annuncio, catechesi e conversione non sono termini così separati fra loro. Nelle stesse comunità cristiane si può verificare l’estraneità di Dio che caratterizza la nostra cultura. L’estraneità di Dio si può cambiare, però, in opportunità di annuncio perché anche l’uomo di oggi possa sperimentare che “Cristo è il dono che tutti attendiamo, la risposta e il compimento al bisogno di senso e di verità”.(n.19) La nuova evangelizzazione esige da noi come responsabilità primaria che rivediamo con coraggio e verità le modalità della nostra iniziazione cristiana facendo tesoro delle ricchezze accumulate e affrontando il necessario rinnovamento della nostra catechesi.
La nuova evangelizzazione nel quadro dell’attuale emergenza educativa
L’azione pastorale di iniziazione cristiana non può non misurarsi con quell’emergenza educativa di cui spesso ha parlato Benedetto XVI. “Esiste un vincolo forte tra iniziazione alla fede ed educazione”. (n.20)
Certamente siamo di fronte a una crisi profonda dell’educazione tout-cour e non solo di quella cristiana. La cultura dominante considera spesso la Verità “autoritaria” perciò, di conseguenza, l’educazione viene ridotta facilmente a trasmissione di abilità o capacità e cerca di rispondere al bisogno di felicità col consumismo. In realtà, dice il Papa, “è importante ricordare che la verità della fede e quella della ragione non si contraddicono mai tra loro» [79]. E il nostro documento prosegue: “La Chiesa con la verità rivelata purifica la ragione e l’aiuta a riconoscere le verità ultime come fondamento della moralità e dell’etica umana”.(n.20)
Nonostante la cultura del relativismo, che sembra predominare, il bisogno di educazione, comunque, è ancora avvertito dai genitori, dagli Insegnanti e anche in genere dalla società.
La Chiesa, “iniziando alla fede” intende “educare alla verità” e, così facendo, contribuisce ad affrontare la crisi educativa diffusa, facendo tesoro proprio dei frutti che le sue tradizioni educative hanno saputo esprimere. In questo contesto rientra anche la “ecologia della persona umana”. Il rispetto dell’ambiente non può essere disgiunto dal rispetto della persona, della natura della persona. Evangelizzare non vuol dire coltivare un unico aspetto, quello religioso, ma promuovere, alla luce dell’incontro con Cristo, tutto l’umano. La questione di Dio attraversa e illumina tutto, la vita, il lavoro, la famiglia ecc. La nuova evangelizzazione, che, secondo il documento coincide con la testimonianza della santità, costituisce un contributo decisivo alla causa dell’educazione, ma “i testimoni per essere credibili devono saper parlare i linguaggi del loro tempo, annunciando così dal di dentro le ragioni della speranza che li anima (cf. 1 Pt 3, 15). Un simile compito non può essere immaginato in modo spontaneo, richiede attenzione, educazione e cura”. (n.22) Proprio perché la nuova evangelizzazione, implica un’educazione totale della persona, dobbiamo imparare i linguaggi del nostro tempo e acquisire tutti gli strumenti necessari sul piano non solo teologico, ma anche pedagogico ed evitare ogni forma di improvvisazione.
Note
[28] Cf. Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Christifideles laici (30 dicembre 1988), n. 34: AAS 81 (1989), 455.
[29] Ibid., n. 26: AAS 81 (1989), 438.
[8] Paolo VI, Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975), n. 14: AAS 68 (1976), 13.
[18] Benedetto XVI, Discorso alla Curia Romana (21 dicembre 2009): AAS 102 (2010), 40. La medesima immagine del “cortile dei gentili” viene ripresa da Papa Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (24 gennaio 2010): AAS 102 (2010) 117. In questo testo i nuovi “cortili delle genti” sono gli spazi di socializzazione che i nuovi media hanno creato, e che vanno popolandosi sempre più: nuova evangelizzazione vuol dire immaginare sentieri per l’annuncio del Vangelo anche in questi spazi ultramoderni.
[30] Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica, Christifideles laici, (30 dicembre 1988) n. 34: AAS 81 (1989), 455, ripreso nel «motu proprio» Ubicumque et semper con cui si è istituito il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (21 settembre 2010): L’Osservatore Romano, 13 ottobre 2010, pp. 4-5.
[79] Benedetto XVI, Discorso agli educatori cattolici (Catholic University of America, Washington D.C., 17 aprile 2008): L’Osservatore Romano, 19 aprile 2008, p. 9.
Articoli correlati
Riunione Consiglio Pastorale Parrocchiale (33%)
elezioni del Consiglio Pastorale Parrocchiale (33%) Calendario attività GENNAIO 2010 (33%) Agenda di Febbraio (33%) Calendario di Maggio (33%) I commenti sono disabilitati.
|
|
Feed RSS 0.91
Feed Atom 1.0
Tag:
Articolo
Storico
Stampa