Dio non abbandona se non è abbandonato

Sant'Agostino - De nat. et gr. 26,29

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Di Grazia scritto il 11/01/2012 alle 09:26:30, sezione:  Preghiera, letto 288 volte.

Mio Gesù,
la tua fu una vita di umiltà:
tu che sei Dio, ti sei fatto uomo
e sei apparso come l'ultimo degli uomini. La tua fu una vita di abiezione: sei sceso fino all'ultimo tra gli ultimi posti. Hai vissuto coi tuoi genitori a Nazareth, per vivervi della loro vita, della vita dei poveri operai, del loro lavoro. La tua vita fu come la loro povertà e la loro fatica; essi erano sconosciuti, e tu sei vissuto all'ombra del loro nascondimento. Sei stato a Nazareth, piccola città sperduta, nascosta tra le montagne, da cui «niente usciva di buono», ritirato dal mondo, lontano dalle grandi capitali: e tu sei vissuto in questo ritiro. Eri sottomesso ai tuoi genitori: la tua vita fu una vita di sottomissione filiale: essa fu quella del modello dei figli, vivendo tra un padre e una madre poveri operai. Ecco ciò che fu la tua vita a Nazareth! Grazie, grazie, grazie! (Scritti Spirituali - SS, IX l I, 51-52)
 

“Tardi ti ho amato, Bellezza così antica e tanto nuova. Tardi ti ho amato. Sì, Perché tu eri dentro di me ed io fuori: lì ti cercavo. Deforme, ti cercavo sulle belle sembianze delle tue creature. Eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature. Inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti ed il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, ed il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, respirai ed ora anelo verso di te; ti gustai ed ora ho fame e sete di te; mi toccasti, ed arsi dal desiderio della tua pace” (Conf. X, 27.36)

“Fa’ che vediamo, Signore , i cieli, opera delle Tue dita. Schiudi ai nostri occhi il sereno oltre la foschia in cui li avvolgesti: là si trova la Tua testimonianza, che comunica la sapienza ai piccoli. Completa, Dio mio, la Tua gloria con la bocca degli infanti che ancora succhiano il latte. Davvero non conosciamo altri libri che stronchino tanto bene la superbia, tanto bene stronchino il nemico,il difensore restìo a riconciliarsi con te, mentre difende i proprio peccati. Non conosco, Signore, non conosco altre espressioni così pure e capaci di indurmi alla confessione, di ammansire la mia cervice al Tuo giogo, di sollecitare a prestarti un culto disinteressato. Fa’ che la capisca, Padre buono; concedimi questa grazia, perché mi sono sottomesso a te e tu hai stabilito saldamente quelle parole per le anime sottomesse.” (Conf. XIII, p. 537)

TU HAI CHIAMATO
Sant'Agostino

Tu hai chiamato, hai gridato,
e hai superato la mia sordità.
Tu hai Sfolgorato,
e hai aperto i miei occhi.
Tu hai sparso i profumi,
li ho respirati
son corso dietro a te!

Io ti ho gustato,
e ho fame e sete di te.
Tu mi hai toccato,
e io brucio dal desiderio
della tua pace.
Quando sarò più vicino a te,
la mia sofferenza sarà finita.

0 Signore, abbi pietà di me,
non nascondo le mie ferite;
tu sei il medico e io l'infermo.
Tu sei misericordioso,
e io tanto pov 
Cosa sei, Dio mio?
Cosa sei dunque, Dio mio? Cos'altro, di grazia, se non il Signore Dio? Chi è invero signore all'infuori del Signore, chi Dio all'infuori del nostro Dio? O sommo, ottimo, potentissimo, onnipotentissimo, misericordiosissimo e giustissimo, remotissimo e presentissimo, bellissimo e fortissimo, stabile e inafferrabile, immutabile che tutto muti, mai nuovo mai decrepito, rinnovatore di ogni cosa, che a loro insaputa porti i superbi alla decrepitezza; sempre attivo sempre quieto, che raccogli senza bisogno; che porti e riempi e serbi, che crei e nutri e maturi, che cerchi mentre nulla ti manca. Ami ma senza smaniare, sei geloso e tranquillo, ti penti ma senza soffrire, ti adiri e sei calmo, muti le opere ma non il disegno, ricuperi quanto trovi e mai perdesti; mai indigente, godi dei guadagni; mai avaro, esigi gli interessi; ti si presta per averti debitore, ma chi ha qualcosa, che non sia tua? Paghi i debiti senza dovere a nessuno, li condoni senza perdere nulla.
ero.

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 "Rialzati, per te Dio si è fatto uomo" S. Agostino, Discorsi, 185,1